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Monitor Economico: giudizio negativo sulla situazione dell'Italia

Diminuiscono le famiglie che risparmiano. Peggiorati gli standard di consumo. Ancora ampiamente negativa la percezione di stabilità dell’occupazione.

tgcom24

Nove italiani su dieci esprimono un giudizio negativo sulla situazione economica dell'Italia. Gli standard di consumo sono peggiorati per l'82% delle famiglie. Ancora ampiamente negativa la percezione di stabilità dell'occupazione.

STABILI I GIUDIZI SULLE PROSPETTIVE ECONOMICHE DELL'ITALIA
Leggera crescita (+1%) di quanti esprimono un giudizio positivo sulla situazione economica dell'Italia e della propria famiglia, mentre restano stabili al 42% quanti prevedono un miglioramento delle prospettive a 12 mesi.

CRESCONO LE FAMIGLIE CHE TENGONO IN EQUILIBRIO ENTRATE E USCITE MA DIMINUISCONO QUELLE CHE RISPARMIANO
In rialzo di un punto, rispetto alla scorsa settimana, la percentuale di quanti dichiarano di tenere in equilibrio il bilancio familiare mentre calano i risparmiatori. Stabile, rispetto alla settimana precedente, quanti fanno ricorso ai risparmi e all'indebitamento.

STANDARD DI CONSUMO PEGGIORI DI UN ANNO FA
Prosegue la strategia di contenimento delle spese familiari. Solo il 18% ha fatto spese e acquistato la stessa quantità o qualità di prodotti rispetto a 12 mesi prima.

IL CARRELLO DELLA SPESA: MENO PROTEINE, PIU' CARBOIDRATI
Migliorano i consumi di pasta, pane e latte, dei prodotti per la prima colazione e di frutta e verdura. Stabili (ma in un quadro negativo) i consumi di carne, pesce, latticini, insaccati e stagionati. Peggiorano i consumi di prodotti per l'igiene.

CRESCONO LE SPESE PER LA SALUTE, LO STUDIO E PER LA TECNOLOGIA
I segnali migliori arrivano dalla crescita della quota di spese destinata alla salute e allo studio. Crescono anche le spese per la tecnologia mentre calano le spese relative al tempo libero. L'83%

DEI LAVORATORI CONSIDERA NON SICURO IL PROPRIO POSTO DI LAVORO
Sono solo il 17% i lavoratori dipendenti che ritengono "sicuro" il proprio posto di lavoro. La media delle prime due settimane di maggio registra un calo di 2 punti rispetto ad aprile.

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