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Strage nella miniera di Soma, la Turchia rifiuta l'aiuto dei Paesi stranieri

Mentre il numero delle vittime sale a 283, la direzione disastri Afad ha respinto le offerte di assistenza ritenendo di non avere bisogno di aiuto

-afp

Mentre continua a salire il numero delle vittime per l'esplosione nella miniera di carbone di Soma (da 274 a 283 l'ultimo bilancio), la Turchia ha rifiutato le offerte da aiuto avanzate da diversi Paesi stranieri, tra i quali l'Italia. Secondo quanto riferito da Hurriyet online, la direzione disastri Afad ha respinto le offerte di assistenza estere. Decine di minatori sono ancora intrappolati, zero speranze che ci siano sopravvissuti.

Diversi Paesi, fra cui Israele, Usa, Grecia, Germania, Francia, Italia, Polonia, Iran, come pure la Ue, hanno offerto assistenza alla Turchia, che ha rifiutato l'offerta. Il ministro dell'Energia, Taner Yildiz, ha aggiornato il bilancio delle vittime, salito da 274 a 282.

Il peggior disastro industriale della storia turca - La stampa locale ha rilevato come l'incidente nella miniera di carbone di Soma sia il peggiore disastro industriale nella storia della Turchia moderna. Fino ad oggi il peggiore disastro in Turchia era stato quello della miniera di carbone di Zonguldak, nella regione del Mar Nero, dove nel 1992 una esplosione aveva fatto 263 morti.

Contestato il premier Erdogan - Il premier Recep Tayyip Erdogan, arrivato mercoledì pomeriggio a Soma, è stato oggetto di una durissima contestazione. Decine di parenti delle vittime lo hanno accolto con fischi e grida di "dimissioni", la sua auto è stata presa a calci. Erdogan si è dovuto rifugiare in un supermercato, spinto dalle guardie del corpo, in attesa di un ritorno alla calma. Sdegno nel Paese per le immagini che ritraggono le guardie del corpo del presidente picchiare il familiare di una delle vittime.

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