STARTUP - SMANIA

"Protesi artificiali più intelligenti" Silvia e la startup da 600 milioni di $

Smania, nata dopo l'esperienza della ricercatrice romana nel 2008 al Best Program, sviluppa interfacce per la comunicazione tra il sistema nervoso e i dispositivi per le persone che hanno subito amputazioni

© tgcom24

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"Da bambina sognavo di vendere qualcosa creato da me". A 35 anni Silvia Bossi può dire di avere realizzato il suo sogno vendendo un'idea, quella alla base di "Smania", la startup nata da un'intensa attività di ricerca e sviluppata grazie al Fulbright Best, il progetto che promuove l'imprenditorialità innovativa tra le giovani generazioni di scienziati e offre loro un'opportunità formativa negli Usa. Cos'è Smania lo spiega la stessa Silvia: "Sviluppiamo dispositivi miniaturizzati in grado di aiutare un paziente amputato a controllare meglio i movimenti della sua protesi".

L'infanzia, il liceo e l'università a Roma, dove si laurea in ingegneria. Poi la Toscana, il dottorato congiunto in ingegneria robotica all'Imt di Lucca e all'Sssa di Pisa. Un post doc sempre a Pisa, al Sant'Anna. E' il 2010, Silvia è ambiziosa, l'Italia non le basta. Coglie al volo l'occasione del Fulbright Best, vince la borsa e parte, destinazione Silicon Valley. "Grazie al Best ho potuto vivere due esperienze importantissime, la prima in Exporamed, un incubatore biomedicale, la seconda in Vibrynt, che si occupa di dispositivi per il trattamento dell'obesità. Un'occasione - spiega Silvia Bossi - per allargare i propri orizzonti. Spesso noi ricercatori non ci rendiamo conto delle potenzialità dei prodotti su cui lavoriamo".

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In California, e non poteva essere altrimenti, nasce l'idea che si trasformerà in Smania. Silvia torna in Toscana, a Pisa, nei laboratori del Sant'Anna. Qui insieme ad altri tre colleghi (Silvestro Micera, Annarita Cutrone - la più giovane del team, 26 anni - e Carlo Filippeschi) sviluppa il progetto. Nel 2012 costituiscono la società di cui lei è amministratrice. A due anni dall'avvio dell'impresa contano su un giro d'affari di 40mila euro, nel 2015 prevedono di raddoppiarlo. "Tra dieci anni dove ti vedi?", chiediamo a Silvia. "Per il 2024, se le nostre previsioni saranno confermate, i nostri prodotti saranno stati approvati per l'applicazione clinica e Smania sarà stata acquisita da una multinazionale del settore biomedicale. Facciamo leva su un mercato potenziale da 600 milioni di dollari. Magari - dice tornando bambina, quando sognava di vendere qualcosa creato da lei - avrò fondato un'altra startup".