L'Onu ha condannato il rapimento delle 223 liceali nigeriane (vendute poi come schiave) da parte di Boko Haram. "Nel diritto internazionale - ha detto il portavoce dell'Alto commissariato per i diritti umani - vige un divieto assoluto della schiavitù. In certi casi può costituire un crimine contro l'umanità". In merito all'avvenimento un testimone ha raccontato: "Sono andati di porta in porta. Le hanno prese con la forza, avevano tra i 12 e i 15 anni".
Portavoce Onu: "Possono essere arrestati" - Rupert Colville, portavoce dell'alto commissario Navi Pillay, ha ammonito: "I responsabili possono essere arrestati, accusati, processati e mandati in carcere in futuro. Anche se pensano di essere salvi adesso, non lo saranno per forza tra due, cinque o dieci anni".
Questo il monito delle Nazioni unite rivolto ai miliziani islamici di Boko Haram, che hanno rivendicato il sequestro di massa. Dunque, l'appello: "Le ragazze devono essere immediatamente restituite, incolumi, alle loro famiglie".
Il testimone: "Viviamo nel terrore" - Sani Abdullahi, un abitante del villaggio di Warabe, nello stato nigeriano di Borno, è uno dei testimoni della drammatica vicenda. L'uomo ha raccontato: "Sono andati di porta in porta, cercando le ragazze. Le hanno prese con la forza, avevano tutte tra i 12 e i 15 anni... Non hanno colpito o ferito nessuno: il loro fine era solo prendere le giovani. Ora viviamo nel terrore, abbiamo paura. Se torneranno a prendere le nostre figlie nessuno potrà fermarli".
Condanna sunnita al sequestro - Al Ahzar, la più prestigiosa istituzione teologica sunnita, ha chiesto ai militanti del gruppo integralista islamico Boko Haram di rilasciare immediatamente le studentesse liceali rapite in Nigeria il mese scorso. In un comunicato dal Cairo - ha reso noto il sito egiziano el-Bawaba - al Azhar ha condannato il sequestro affermando che "e' totalmente contrario agli insegnamenti dell'Islam ed ai suoi principi di tolleranza".
La Jolie dalla parte delle rapite - Angelina Jolie, impegnata da tempo sul fronte dei diritti umani come ambasciatrice dell'Onu, nel corso di una conferenza stampa a Parigi ha definito l'accaduto di una "crudeltà inimmaginabile".