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Venti di guerra in Crimea, ok a un referendum per l'adesione alla Russia

Al voto il 16 marzo. Oscurate le tv ucraine nella zona, militari nelle strade. Obama, l'Ue e Kiev all'unisono: "La consultazione è illegale". Telefonata tra il presidente americano e Putin.

-afp

Il Parlamento di Simferopoli ha deciso di indire un referendum sull'adesione della Crimea alla Russia. Kiev intanto spicca un mandato di arresto per i leader secessionisti della regione. Il presidente americano, Barack Obama, e l'Unione europea alzano la voce: la consultazione "è illegittima". In precedenza era arrivato l'annuncio sul quesito del referendum e poi il voto del Parlamento della Crimea, favorevole all'adesione alla Federazione russa.

La reazione di Kiev non si fa attendere: la giustizia ucraina spicca un mandato di arresto nei confronti del premier Serghiei Aksionov e per il presidente del Parlamento, Vladimir Kostantinov. La Verkhovna Rada (il Parlamento ucraino) dopo qualche ora ha iniziato la procedura per sciogliere quello secessionista di Simferopoli.

Da Roma, a margine della Conferenza sulla Libia, il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius lancia l'allarme: se la Crimea si unisce alla Russia "vuol dire che non c'è più la pace internazionale, né frontiere certe".

Barack Obama ha dato il via libera a nuove sanzioni Usa e ha alzato i toni: "Il referendum per l'adesione a Mosca viola la legge internazionale", e dunque è illegittimo, ha detto il presidente statunitense. Stesse parole usate dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, dal presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy e da tutto il Vertice Ue, riunito in via straordinaria per cercare una soluzione alla crisi ucraina. Da Bruxelles esce indurita la posizione europea. I leader - uniti - hanno lanciato un ultimatum alla Russia: o si ferma o scatteranno sanzioni contro Mosca via via più severe.

Intanto, a Simferopoli centinaia di cosacchi russi, che dicono di provenire dalla regione di Krasnodar: "Siamo arrivati tre settimane fa", riferisce un ufficiale, ma alcuni militari lasciano intendere di essere arrivati ben prima. Nella piazza, stretta tra l'imponente palazzo del Parlamento e il memoriale ai caduti della II Guerra mondiale, i dimostranti filo-russi gridano "Grazie, grazie" rivolti ai soldati e "Russia, Russia!", mentre sventolano bandiere di Mosca e sovietiche. Poco distante gentili signore preparano bevande calde e panini per rifocillare i loro "eroi".

Nel tardo pomeriggio si diffonde la notizia di un attacco armato alla sede della tv Krim: la stazione tv è ora presidiata da miliziani e ancora da loro, i cosacchi. Una dopo l'altra, le frequenze tv della regione oscurano i canali locali e ucraini. Va in onda l'all news Russia 24. A Sebastopoli, dove ha sede la base della Flotta russa del Mar Nero, le autorità si mettono in linea con Simferopoli e indicono un referendum sempre per il 16 marzo, sempre per aderire alla Russia di Vladimir Putin.

Nella Rada, secondo l'agenzia ucraina Uninan, i russi avrebbero affondato due navi per impedire l'uscita della flotta di Kiev. Nel porto ci sono solo due navi che fino a mercoledì sventolavano i vessilli di Kiev - ammainati al tramonto - che ovviamente non possono competere con gli oltre 30 vascelli da battaglia russi più moderni e armati con le ultime sofisticate tecnologie di Mosca.

A nord, nei pressi di Kherson, regione del sud ucraino e porta di accesso per la Crimea, un gruppo di circa 40 osservatori Osce tra i quali anche due italiani viene bloccato al checkpoint delle milizie. E' solo l'ultimo episodio che conferma come in Crimea in molti amino Mosca, mentre sono davvero pochi quelli che stimano Bruxelles e Washington.

Obama a Putin: "La Russia viola la sovranità di Kiev" - Il presidente americano, Barack Obama, ha ribadito al presidente russo Vladimir Putin, che le azioni di Mosca "violano la sovranità dell'Ucraina e la sua integrità territoriale". Lo afferma la Casa Bianca riferendo della telefonata di un'ora fra i due leader. "Risolvere la situazione in Ucraina in modo diplomatico è nell'interesse della Russia, del popolo Ucraino e della comunità internazionale", ha detto Obama a Putin.

Putin a Obama: "La crisi non danneggi le nostre relazioni" - Il presidente russo, Vladimir Putin, ha detto al presidente americano, Barack Obama, che le relazioni fra i loro Paesi non dovrebbero essere toccate dai disaccordi sull'Ucraina. Lo ha reso noto il Cremlino. "Il presidente della Russia - si legge - ha ribadito l'importanza delle relazioni russo-americane per assicurare la stabilità e la sicurezza nel mondo. Queste relazioni non dovrebbero essere sacrificate da problemi internazionali isolati".

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