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Nell'estate 2011 Napolitano sondò Monti: Forza Italia e M5S insorgono

Clamorose rivelazioni sulla contestata scelta del professore a premier avvenuta non a novembre, come finora creduto, ma in tempi non sospetti. Friedman: "La decisione per sostituire Berlusconi ben prima della fine dell'anno". FI: "Ricostruzioni inquietanti"

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Altro che spread, rischio fallimento economico-finanziario del Paese. Giorgio Napolitano consultò Mario Monti e ne sondò la disponibilità a fare il presidente del Consiglio già nell'estate del 2011, quindi in tempi non sospetti. Lo rivela Alan Friedman che ricostruisce in un libro i passaggi che hanno portato ad una nomina in pectore da parte del Colle per il professore, chiamato a sostituire Berlusconi ben prima della fine dell'anno.

A dirlo sono dunque Friedman e Carlo De Benedetti, che non può certo essere accusato di simpatie per il leader di Forza Italia e che testimonia di aver parlato a lungo con Monti. "Mario, non puoi fare nulla per diventare presidente del Consiglio, ma se te lo offrono non puoi dire di no. Quindi non ci può essere al mondo una persona più felice di te", questo il consiglio dato da De Benedetti.

Monti: "Napolitano mi diede segnali" - "Con rispetto, e per la cronaca, lei non smentisce che, nel giugno-luglio 2011, il presidente della Repubblica le ha fatto capire o le ha chiesto esplicitamente di essere disponibile se fosse stato necessario?", chiede dunque Friedman a Monti che risponde: 'Sì, mi ha, mi ha dato segnali in quel senso'. "Parole che cambiano il segno di quell'estate che per l'Italia si stava facendo sempre più drammatica. E che probabilmente porteranno a riscrivere la storia recente del nostro Paese", scrive poi il giornalista nel libro edito da Rizzoli.
A sostenere, inoltre, la tesi di Friedman, ci sono anche le parole dell'ex premier, Romano Prodi. Anche a lui Monti chiese consiglio. Alla fine lo stesso professore, dopo essersi schermito, ammette: "Il Capo dello Stato mi ha chiamato". Napolitano, invece, ha rifiutato qualsiasi intervista e qualsiasi commento.

Forza Italia: "Rivelazioni inquietanti" - "Le rivelazioni di Alan Friedman sul ruolo giocato nella crisi del governo Berlusconi destano forti dubbi sul modo di intendere l'altissima funzione di Presidente della Repubblica da parte di Napolitano". Così i capigruppo di FI di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani, che chiedono "urgenti chiarimenti e convincenti spiegazioni". "Ci domandiamo se sia rispettoso della Costituzione e del voto degli italiani preordinare un governo che stravolgeva il responso delle urne, quando la bufera dello spread doveva ancora abbattersi sul nostro Paese. Chiediamo al Capo dello Stato di condurre innanzitutto verso i propri comportamenti un'operazione verità. Non nascondiamo amarezza e sconcerto, mentre attendiamo urgenti chiarimenti e convincenti spiegazioni", concludono Romani e Brunetta. Ancora più pesante il commento di Augusto Minzolini che ha ventilato persino la possibilità di sostenere la richiesta di messa in stato d'accusa del Capo dello Stato presentata nei giorni scorsi dal M5S.

Di Maio (M5S): "Vogliono insabbiare tutto" - Il titolo del post è già rivelatore ("abbiamo sempre ragione noi") e la sostanza della posizione di Luigi Di Maio è altrettanto priva di chiaroscuri: "I fatti sono gravissmi, ma il Comitato per la messa in stato d'accusa ha una fretta maledetta di insabbiare tutto entro domani. E' inaccettabile". Il vicepresidente M5s della Camera affida a fb il suo punto della situazione spiegando che "tra ieri e oggi due rivelazioni a mezzo stampa sottolineano le ingerenze di Napolitano negli equilibri di governo, il tentativo di insediare Monti a Palazzo Chigi già a metà 2011, e nelle fasi processuali della trattativa Stato-mafia, la richiesta di un provvedimento disciplinare nei confronti di Nino Di Matteo. Abbiamo presentato l'impeachment due settimane fa perché secondo noi Napolitano è andato oltre il suo ruolo e le sue funzioni da un bel pezzo". Simile il punto di vista di Vito Crimi: "Cosa altro dobbiamo scoprire perché si apra un'indagine? Dobbiamo forse aspettare ulteriori rivelazioni? Non bastano tutti questi dubbi per avallare la nostra richiesta di aprire un'indagine?".

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