politica

Magistrati, Pera innesca lo scontro

"L'autonomia è a rischio"

Il presidente del Senato Marcello Pera innesca un nuovo scontro tra i poli sulla giustizia a poche ore dallo sciopero proclamato dai magistrati. A Capaci per commemorare Giovanni Falcone a 12 anni dalla strage, Pera lo cita per lanciare un monito: l'autonomia  delle toghe, dice, "è a rischio anche per comportamenti dentro la magistratura, non solo per spinte da fuori". Il riferimento è alle correnti del Csm. Immediata la reazione dell'opposizione.

E' "particolarmente allarmante", dice Anna Finocchiaro per i Ds, che mentre autonomia e indipendenza dei giudici "risultano essere continuamente sotto attacco, il presidente del Senato aggiunga la sua voce ad attacchi scomposti e inaccettabili". E Francesco Rutelli invita Pera a "non dimenticare di essere la seconda carica dello Stato e non un uomo di parte: bisognerebbe affrontare temi come quello della giustizia con equilibrio - osserva il leader della Margherita - anziche' continuare a dividere l'Italia e ad aprire conflitti".

Una reazione "scriteriata" secondo Sandro Bondi, coordinatore di Fi, che taglia corto: "Dodici anni dopo la sua morte, la sinistra e' ancora contro Falcone", visto che proprio al pensiero del magistrato palermitano "era ispirato il discorso di Pera". Autonomia e indipendenza ha detto Pera, citando Falcone, "non sono un privilegio di casta, sono valori, oltre che principi costituzionali, che servono per l'efficienza della magistratura". Per questo, ha aggiunto con le parole del magistrato antimafia, "il pm deve essere autonomo e indipendente, e percio' deve avere un tipo di regolamentazione ordinamentale che sia differente rispetto a quella del giudice. Non necessariamente separata'. Le idee di Falcone sull'argomento - ha osservato Pera - possono essere condivise o criticate, ma non dovrebbero essere ignorate".

Ma e' tutto l'atteggiamento di governo e Cdl sulla giustizia che, secondo il centrosinistra, costituisce un ostacolo al dialogo e all'efficienza del sistema. "Questo e' un governo che divide - dice Rutelli - dovrebbe evitare di affrontare tutte le situazioni con spirito gladiatorio". Un sostegno convinto allo sciopero di martedi' arriva da Paolo Cento, deputato Verde e vicepresidente della commissione Giustizia: "e' pienamente legittimo e condivisibile". Piero Fassino punta l'indice contro Fini e Castelli. "Invece che cercare ogni giorno di mettere i magistrati sul banco degli accusati, si dovrebbero porre l'obiettivo di far funzionare la giustizia, mettendo a disposizione dei magistrati gli strumenti e le risorse di cui hanno bisogno. I problemi della giustizia - aggiunge con riferimento a Pera - non derivano dal comportamento dei magistrati, ma dal fatto che il governo non ha fatto il necessario per permettere loro di lavorare".

Al fianco del presidente del Senato, si schiera il sottosegretario alla Giustizia Jole Santelli. "Commemorare Falcone senza ricordare le sue idee - spiega - sarebbe stato fargli torto. Le idee di Falcone possono piacere o no, ma vanno rispettate. Non e' certo oscurando il suo pensiero che gli si fa onore". Stessa linea da Gianfranco Anedda di An ("la divisione della magistratura in correnti condiziona pesantemente l'autonomia dei singoli magistrati") e da Giuseppe Gargani, responsabile giustizia di Fi, secondo il quale "la stragrande maggioranza dei magistrati e' preoccupata dai condizionamenti interni, ad esempio da un uso abnorme o distorto del Csm".

Dal fronte del governo, tuttavia, c'e' anche chi, come il ministro Gianni Alemanno, di An, richiama ad una maggiore attenzione al dialogo con i magistrati. "Non dobbiamo rinunciarci - afferma - Dobbiamo sforzarci di fare in modo che nel prosieguo della riforma dell'ordinamento si recuperi un'attenzione alla richiesta della magistratura e si cerchi di fare una riforma con un consenso diffuso, sia a livello parlamentare, sia a livello di tutti gli attori che sono coinvolti con il mondo della giustizia".