Per la prima volta è stato creato un toro "fotocopia" di un altro clone. L'annuncio della riuscita dell'esperimento della "clonazione seriale" nei bovini, ovvero della "doppia clonazione", è stato dato da un gruppo di ricercatori statunitensi e giapponesi. A febbraio di quest'anno, in Brasile, era nata "Vitoriosa", una vacca clonata da un'altra vacca clone, ma in quel caso non erano state prelevate cellule da esemplari adulti.
In questo caso invece a partire da un toro di 17 anni sono stati clonati altri due tori, uno dei quali però è morto successivamente. Sia i quattro tori di prima generazione che i due di seconda generazione sono nati in perfette condizioni fisiche, e non presentavano anomalie genetiche.
Risultavano infatti normali i 'telomeri', delle strutture poste alla fine dei cromosomi che controllano la longevità cellulare e, di conseguenza, sono considerati un indicatore dell'aspettativa di sopravvivenza dell'animale. Uno dei tori 'clonati dai cloni', all'età di quattro anni, è anche riuscito a diventare sei volte padre.
Tuttavia, i ricercatori non sono riusciti ad ottenere, per ora, cloni vitali di terza generazione. "Questo studio - commenta Cesare Galli del Laboratorio di Tecnologie della Riproduzione dell'Istituto Lazzaro Spallanzani di Cremona, "papa" del toro Galileo e della cavalla clonata Prometea - conferma che la clonazione può ormai essere considerata un procedimento affidabile per ottenere animali fotocopia".