politica

Bertinotti diventa pifferaio magico

Fini: "Guida esultanza pacifista"

Gianfranco Fini attribuisce a lui la vittoria, lo definisce "il pifferaio magico" perché ieri si è portato dietro il centrosinistra ed ha fatto "sentire la voce del popolo pacifista" : è il giorno di Fausto Bertinotti, quello dei pacifisti, sancito dalle tre righe della mozione per il ritiro che sta a simboleggiare l'unità ritrovata delle opposizioni in Parlamento.

Fabio Mussi certifica così il successo della sinistra radicale: "Con l'asse a sinistra l'equilibrio della coalizione regge, con l'asse a destra si rompe".
Era stato proprio il segretario del Prc, in una recente
intervista, a spronare le opposizioni: "bastano tre righe sole". E così è stato ed ieri, con chi glielo ricorda, si schermisce: "Ha vinto il movimento della pace - dice - e noi siamo stati capaci di farlo valere nella politica". Un lavoro paziente, senza attacchi - ricorda - lungo mesi, per portare tutto l'Ulivo, (ad esclusione del partito di Mastella) verso questo obiettivo: "Abbiamo messo da parte ogni logica di parte per far prevalere una mozione comune, in sintonia con l'istanza pacifista del movimento". Ritirare le truppe - sostiene -  è "condizione necessaria per preparare la fine della guerra e l'affermazione della pace". Al termine del dibattito alla Camera che ha fatto seguito alle dichiarazioni sulla crisi irachena di Silvio Berlusconi, una stretta di mano tra Bertinotti e Francesco Rutelli sottolinea l'unità del centrosinistra. Tutto intorno l'esultanza dell'ala sinistra delle opposizioni è palpabile: dagli esponenti del Correntone dei Ds, al Pdci, dai pacifisti della Margherita, ai Verdi. Dopo le tante divisioni, una volta tanto, si sente dire, c'è stata unità che ora, come ammonisce Alfonso Pecoraro Scanio, "è necessario non rompere", come accaduto nel passato. "E' una vittoria di tutti quelli che hanno lavorato nell'Ulivo - dice il leader dei Verdi - per portare il centrosinistra su posizioni di buon senso, come di tutti i pacifisti, compresa Rifondazione comunista, naturalmente. Ma credo che se non ci fossimo innanzitutto stati noi a fare questa battaglia, se fosse sembrata solo del Prc - osserva - difficilmente saremmo riusciti a spostare su questa posizione il listone". Paolo Cento aveva persino scommesso che mai il "Triciclo" avrebbe firmato la stessa mozione con il "Forum della pace". Si era sbagliato e non rinuncia a togliersi qualche sassolino dalla scarpa replicando ad una frase che Massimo D'Alema aveva pronunciato in una recente riunione del Comitato nazionale della lista Unitaria (se dovevamo dare ragione a Paolo Cento allora potevamo farlo te mesi fa). "Ha ragione D'Alema - dice ora Cento -  potevano arrivarci tre mesi fa: meglio tardi che mai. Ma oggi - aggiunge - non è il giorno delle polemiche ma quello dell'unità".