Arrivano segnali positivi per quanto riguarda una ripresa della produzione industriale. Secondo i dati Istat, a novembre gli ordinativi segnano un aumento del 2,3% a confronto con ottobre e del 3,0% su base annua (dato grezzo). Il merito è dovuto al traino arrivato dal mercato nazionale, in controtendenza rispetto a quanto avviene di solito.
E anche il fatturato torna a crescere, segnando a novembre un aumento dello 0,4% rispetto all'anno precedente, in questo caso grazie alla spinta dei mercati esteri. Il segno positivo è il primo dove 22 rossi consecutivi, che si susseguono da dicembre 2011. Nel confronto con il mese di ottobre l'aumento è pari allo 0,9%.
Il mercato interno traina gli ordini - Tornando sul fronte ordini, dunque, dopo il ribasso di ottobre l'aumento mensile delle commesse è dovuto esclusivamente alla buona performance ottenuta sul mercato interno (+4,1%) a fronte del calo segnalato fuori confine (-0,4%). Stesso discorso per la crescita annua, la terza di fila, con un +5,5% sul piano nazionale, contro il -0,5% degli ordini esteri. Insomma, questa volta la spinta alla ripresa viene dall'Italia, e il fattore è decisamente significativo, dal momento che finora, quando le commesse reggevano, era soprattutto merito delle esportazioni, mentre la domanda interna aveva più che altro fatto da zavorra.
Il dato di novembre è quindi un segnale che fa ben sperare, anche perché gli ordinativi rappresentano una variabile in grado di anticipare il futuro andamento dell'industria: in altre parole, son un indice di quanto il mercato stia tirando.
I settori in ripresa - Considerando i diversi settori, l'Istat fa notare che gli aumenti più rilevanti su base annua interessano la fabbricazione di mezzi di trasporto (+15,5%), ma anche il tessile-abbigliamento (+3,9%). Invece, risultano in diminuzione la fabbricazione di prodotti chimici (-8,4%) e l'industria di legno, carta e stampa (-1,8%).
Fatturato, segno positivo dopo 22 mesi - Il rialzo congiunturale del fatturato a novembre arriva dopo un ottobre in negativo e segna una ripresa sia per il giro d'affari ottenuto sul mercato interno sia per quello estero (+0,9% in entrambi i casi). Su base annua invece è ancora da fuori confine che arriva la spinta al rialzo (+4,8%), con i ricavi interni che restano in negativo (-1,8%).
La crescita era attesa dopo i risultati sulla produzione industriale, ma l'Istat precisa che il fatturato annuo risulta anche questa volta in discesa (-2,7%) se si guarda al dato grezzo, cioè non depurato dal calendario (che conta un giorno lavorativo in meno rispetto a novembre 2012).
Ok tutti i settori tranne i beni di consumo - Analizzando le principali categorie di industrie, l'Istat segna aumenti mensili per tutti i settori tranne i beni di consumo (-0,4%). Anche su base annua solo un settore risulta in calo, ma è quello dell'energia, con una caduta del 16%. Andando nel dettaglio, i ricavi segnano le variazioni positive più significative nella produzione di farmaci (+8,3%), nella fabbricazione di mezzi di trasporto (+7,5%) e nelle industrie del tessile (+6,2%); le flessioni più marcate si rilevano invece nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-16,2%) e in quella di prodotti chimici (-4,1%).