Oltre 600 studenti universitari sono stati denunciati per falso ideologico e truffa aggravata dalla Guardia di Finanza per avere autocertificato informazioni, dati e notizie risultate non veritiere al fine di usufruire di borse di studio, contributi, posti letto e altre agevolazioni concesse dall'Azienda per il diritto allo studio universitario La Sapienza e dalla Regione Lazio per l'anno accademico 2001-2002. Nel mirino ben 4mila studenti.
Per avere benefici economici annuali, secondo quanto emerso dall'indagine - diretta dal procuratore della Repubblica di Roma Giovanni Ferrara e dal sostituto Maria Bice Barborini - gli indagati hanno attestato in autocertificazioni condizioni di reddito e patrimoniali false.
In particolare, le condotte omissive rilevate nel corso dell'inchiesta riguardano le autocertificazioni del reddito familiare. Secondo le Fiamme gialle, in alcuni casi sono stati occultati, in tutto o in parte, componenti del reddito e patrimoniali. Venivano quindi taciuti redditi di fabbricati, di terreni, di impresa, di capitali e di lavoro autonomo dipendente.
In pratica gli studenti dichiaravano un reddito inferiore a quello reale pur di percepire la borsa di studio. Ledendo così - sostiene la Guardia di Finanza - il meccanismo di corretta attribuzione di aiuti a chi ne ha più bisogno fra gli studenti universitari in possesso dei requisiti di merito.