Se i Pink Floyd sono stati uno dei gruppi più importanti della storia della musica, non sempre il peso avuto in questa epopea dal bassista e cantante Roger Waters è stato sottolineato abbastanza. Anti-protagonista per eccellenza nel rapporto con il pubblico, quanto decisivo con la sua personalità e le sue idee all'interno della band, Waters per anni ha rischiato di "scomparire" di fronte alla forza del marchio Pink Floyd. E così come di recente, i tour mondiali di "The Wall", ne hanno affermato la figura anche come artista solista, il libro di Giovanni Rossi, "Roger Waters - Oltre il muro", restituisce l'importanza di una vicenda musicale così importante.
"Oltre il muro" è un titolo dai molti significati. Waters è andato "oltre il muro" per aver raggiunto negli ultimi anni una pace con se stesso, con il proprio carattere, con la propria storia e i propri dolori, che per il bassista dei Pink Floyd hanno rappresentato nel corso della vita e della carriera, un vero muro, tanto invisibile quanto solido.
Ma anche oltre il muro che lo ha diviso dal pubblico per anni, mentre ora i bagni di folla per Waters non rappresentano più un problema. L'artista alienato che nel 1977, durante il tour di "Animals", arriva a sputare a un fan durante un concerto, esasperato dalla distanza che lui avverte tra la musica del gruppo e le folle oceaniche (e un po' distratte) che riempiono gli stadi per i Pink Floyd, appartiene al passato. Se Waters oggi è felice di suonare in posti sempre più grandi, soprattutto stadi, non è perché si sia svenduto a una logica commerciale ma perché è cresciuto, maturato e, in un qualche modo, pacificato. Un'evoluzione che nelle pagine del libro emerge chiara.
Una ricostruzione della vita e della carriera di Waters minuziosa, realizzata attraverso il recupero di centinaia di interviste che permettono non solo di analizzare l'opera del bassista e autore, ma anche di comprendere l'uomo, una personalità dal forte temperamento, un ego spesso debordante, incline a liti, crisi personali e grandi rotture, ma anche un vulcano di idee, attento al sociale e all'impegno umanitario.
Ma "oltre il muro" anche perché Roger Waters non è stato solo "The Wall", e nemmeno solo Pink Floyd. Il libro di Giovanni Rossi colma infatti una grossa lacuna, che era quella rappresentata dalla mancanza di saggistica sulla sua carriera solista e i grandi progetti (uno per tutti, la rappresentazione di "The Wall" a Berlino nel 1990) portati avanti dopo l'abbandono del gruppo. Qui invece sono oltre 150, sulle 352 totali, le pagine infatti dedicate a ciò che è avvenuto dopo lo strappo definitivo, il "Final Cut", giusto per usare un titolo di un album quanto mai azzeccato.
Giovanni Rossi
ROGER WATERS - Oltre il Muro
352 ppgg.
Tsunami Edizioni