Torna l'incubo calcio-scommesse. Martedì mattina carabinieri e componenti della squadra Mobile si sono presentati nella sede di dodici club di A, B e C per delle perquisizioni. I club sono Ascoli, Catanzaro, Chievo, Crotone, Fermana, Lecce, Lumezzane, Piacenza, Reggina, Sassari Torres, Siena e Taranto. Secondo i Pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci "deve essere approfondita la posizione della società di calcio dell'Udinese".
Non si tratterà forse dello stesso choc che scosse l'Italia calcistica nella primavera del 1980, quando le forze dell'ordine entrarono negli stadi italiani e ne uscirono con molti campioni ammanettati, ma di sicuro un nuovo scandalo scommesse sarebbe il colpo di grazia su un calcio già profondamente prostrato dagli ultimi scandali. L'inchiesta sul calcio scommesse è condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e riguardarebbe un giro di scommesse via internet che avrebbe portato a presunti condizionamenti su gare del campionato di serie A in corso.
I club coinvolti sono 12, di cui quattro di A (Chievo, Lecce, Reggina e Siena). A questi va aggiunta la posizione dell'Udinese che, secondo quanto dichiarato dai pm che si stanno occupando dell'inchiesta, è da approfondire. "La società Udinese è stata quasi certamente contattata da persone tesserate per la società di calcio del Siena al fine di condizionarne la partita poi conclusasi con il risultato di 1-0 per la squadra toscana". E' quanto si afferma nel decreto di perquisizione emesso oggi dai pm Filippo Beatrice e Giuseppe Narducci. La società friulana è stata tirata in ballo per un'intercettazione telefonica del 23 marzo scorso, tra Rossi e Ambrosino, dove si parla di Siena-Udinese (1-0) facendo riferimento "alla possibilità di condizionare - scrivono i pm - l'incontro di calcio al fine di conseguire grosse vincite". Rossi: "Prendiamo trenta-quarantamila euro...". Ambrosino: "Ma chi conoscete, conoscete qualcuno di quella parte?". Rossi: "Boh, non lo so devo vedere gli altri".