politica

Moro: le carte non sono più segrete

Potrebbero chiarire misteri d'Italia

Non ci saranno altri segreti su Aldo Moro. Le carte dello statista democristiano, ucciso dalle Brigate Rosse il 9 maggio 1978,  potranno essere consultabili perché verrà rimosso il segreto di Stato. Lo ha annunciato Gianni Letta, sottosegretario alla Presidenza con la delega ai servizi. In questo modo si potranno approfondire alcuni punti della storia d'Italia che ancora sono avvolti dal mistero, come lo scandalo Lockheed o i fatti del giugno 1964.

Proprio a 26 anni di distanza dal 9 maggio 1978, quando la Renault 4 con il corpo dello statista democristiano fu trovato ucciso dalle Brigate Rosse, Letta ha annunciato la decisione di rendere a breve consultabili tutte le carte di Moro Carte che potrebbero aprire scorci di luce importanti in vicende del passato ancora avvolte dalle ombre del mistero. E Giulio Andreotti è tornato sui terribili giorni del sequestro, spiega quali fossero le ragioni che hanno spinto lo Stato a non trattare con i brigatisti. "Se noi per salvare uno di noi avessimo ceduto alle Br, avremmo avuto gente disposta ad incrociare le braccia". Inoltre, secondo il senatore a vita, l'unico che davvero potrebbe avere qualcosa da dire è Moretti, il quale non ha intenzione di parlare.

Ma nuovi particolari emergono sulle giornate del rapimento. Ad esempio la trattativa segreta tra il Vaticano e i brigatisti, sostiene Andreotti, era praticamente conclusa. Proprio il 9 maggio sarebbe stato pagato un grosso riscatto per ottenere la liberazione di Moro. Troppo tardi. "C'è un debito che la democrazia deve pagare ancora ad Aldo Moro" ha detto il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, ricordando come la figura di Aldo Moro sia stata importante per l'Italia in un momento di lotte sociali come gli anni Sessanta e Settanta. "Non possiamo non coltivare la memoria di quest'uomo che è stato un grande statista, un democratico cristiano che ha saputo dialogare con tutti, un uomo fermo nella difesa dei suoi principi, che ha tanti meriti nei confronti della democrazia italiana". Meriti che, quando le sue carte diveranno di pubblico dominio, potranno essere riconosciuti da tutti.