Potrebbe valere 250-300 euro in busta paga un ipotetico intervento sul cuneo fiscale di 2,5 miliardi di euro destinato ai lavoratori. Il calcolo è stato fatto considerando l'intervento sulle detrazioni Irpef per i dipendenti e presumendo che, per il possibile intervento di 4-5 miliardi nella legge di stabilità, metà venga destinato ai lavoratori e metà alle imprese. Il bonus potrebbe essere erogato in un'unica tranche.
Il calcolo tuttavia è solo indicativo in quanto dipenderà dalle scelte sul cuneo che verranno fatte nei prossimi giorni, dalle risorse che verranno effettivamente stanziate agli strumenti che verranno scelti.
Se per le imprese si profila un incentivo per chi intende assumere o investire, per i lavoratori, stando alle risorse possibili, l'unica via sembra quella di un bonus sullo stipendio, come potrebbe essere una tredicesima (2014) più pesante.
Secondo fonti sindacali, si può calcolare più o meno per ogni 100 euro di aumento medio di stipendio, attraverso l'aumento delle detrazioni Irpef sul lavoro dipendente, circa un miliardo di spesa. Ma tra le ipotesi potrebbero esserci anche quelle di mettere un tetto al reddito, per usufruire delle detrazioni.
E poi c'è il capitolo pensionati. Nell'incontro previsto lunedì a Palazzo Chigi i sindacati potrebbero chiedere che il sostegno riguardi anche i loro assegni, specialmente per le pensioni più basse.
Stando invece ai calcoli che si possono fare sulla base delle cifre sull'erosione fiscale fornite dal ministero dell'Economia nel 2011, le detrazioni per i redditi da lavoro dipendente e da pensione costano 37,726 miliardi. Gli interessati, tra lavoratori e pensionati, sono 36,281 milioni per un beneficio pro capite di circa 1.040 euro. Aumentando di 2-3 miliardi di euro la dotazione di queste detrazioni si avrebbe un beneficio secco medio per ciascuno (tra lavoratori e pensionati) di 70-80 euro l'anno. Solo mettendo paletti sulla platea dei beneficiari si potrebbe dunque arrivare a bonus superiori a queste cifre.