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Ridge Racer, la serie simbolo per gli amanti delle corse a tutta birra su PlayStation

Quando i bolidi di Namco affiancavano le console Sony al debutto sul mercato, con videogiochi di guida arcade che hanno conquistato i cuori dei fan

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Uno degli eventi più importanti delle ultime settimane è stato sicuramente il reveal di PlayStation 5: Sony ha mostrato sia la console che un primo gruppo di videogame per la sua nuova creatura, lanciandosi così apertamente nella next-gen. Viene da ricordare che per ben tre volte, rispettivamente nei lanci delle prime tre console PlayStation, un videogame specifico ha accompagnato al debutto nei negozi le piattaforme da gioco di Sony.

Parliamo di Ridge Racer, racing game firmato da Namco (quando ancora esisteva slegata da Bandai) e considerato poco più di un decennio fa come un marchio inscindibile da quello di PlayStation. Pubblicato inizialmente in sala giochi nel 1993, dove si trovò a fronteggiare il popolarissimo Daytona USA di Sega (ricorderete il relativo articolo), uscendo comunque a testa alta - anzi, altissima - dallo scontro, soprattutto grazie alle eccellenti doti grafiche dimostrate.

Si tratta infatti di uno dei primi racing game tridimensionali a presentare una grafica interamente texturizzata e rapidissima: le auto che sfrecciavano con tale disinvoltura su circuiti tanto dettagliati erano decisamente una novità in un mercato che solo l’anno prima celebrava gli impressionanti poligoni “vuoti” di Virtua Racing.

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Un gioco nato in un momento di rapida evoluzione delle tecnologie che davano vita ai videogame e che dunque fu il candidato ideale ad accompagnare sul mercato un hardware rivoluzionario - ed estremamente “tridimensionale” - come quello di PlayStation. Sony fu intelligentissima a stringere un’alleanza con Namco ed ecco che Ridge Racer con il suo iconico bolide dal cofano rosso affiancò la neonata console al debutto, rappresentando una notevole prova di forza, al punto che non è sbagliato definire questo racing game come una vera e propria “killer application”.

La conversione per PlayStation fu eccellente, fedele alla controparte da sala giochi. Soprattutto, la particolare natura di Ridge Racer, con la sua palette di colori più “smorta” e tendente al realismo, delineò uno stacco dalle tinte sgargianti di Daytona USA. L’impressione era quella di avere a che fare qualcosa di maggiormente simulativo anche se, joypad alla mano, il gameplay era strettamente arcade nella sua generosità di derapate: era il messaggio mandato all’utente ad essere importante, quella voglia di dire che era arrivato un nuovo modo di fare videogame, diverso dall’operato di Nintendo o SEGA. E che quel “modo” era su PlayStation.

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L’enorme successo di Ridge Racer diede vita a una serie di seguiti e conversioni - tra cui l’eccellente Ridge Racer Type 4 del 1998, sempre per la prima PlayStation, contenente tra l’altro un aggiornamento del primissimo Ridge Racer capace di “girare” a 60 frame per secondo.

Per altre due volte, con Ridge Racer 5 e Ridge Racer 7, la serie ha affiancato le successive due generazioni di console Sony al lancio sul mercato, ribadendo un sodalizio indebolito però dal sempre minor successo che i racing game di tipo arcade riscuotevano, sostituiti dai loro cugini più simulativi come Gran Turismo o Forza Motorsport.

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E così è ormai da qualche anno che non vediamo più un nuovo Ridge Racer debuttare sul mercato, in particolare dal 2012, quando l’uscita di Ridge Racer: Unbound - ovvero il sviluppato da un team occidentale anziché giapponese - deluse sia i fan che il produttore.

Da allora abbiamo perso le tracce della storica serie di racing game firmata Bandai Namco: chissà che l’arrivo di PlayStation 5 non sia l’occasione per assistere al ritorno?

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