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Scuola, accordo in maggioranza: concorso per assumere 32mila precari dopo l'estate

Non sarà "a crocette", ma con una prova scritta per "combattere il precariato garantendo meritocrazia". Soddisfazione di Conte e Azzolina

C'è l'accordo nella maggioranza sul decreto scuola. Dopo il vertice di Palazzo Chigi convocato dal premier Giuseppe Conte, è stata infatti raggiunta l'intesa. Il concorso per l'assunzione di 32mila insegnanti precari ci sarà, ma dopo l'estate, e non sarà più "a crocette" ma con una prova scritta. Secondo fonti della presidenza del Consiglio, questa soluzione "permette di combattere il precariato garantendo la meritocrazia".

Soddisfatto anche il ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina, che sottolinea come il governo voglia "ridurre il precariato, per dare più stabilità alla scuola, e vogliamo farlo attraverso una modalità di assunzione che garantisca il merito. Abbiamo 78mila insegnanti da assumere nel primo e secondo ciclo fra concorsi ordinari e concorso straordinario. Sono numeri importanti e dobbiamo fare presto",

Coronavirus, ecco come bambini e ragazzi potrebbero tornare tra i banchi di scuola

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Mentre in Italia l'anno scolastico 2019/2020 è ormai chiuso a causa della pandemia di coronavirus, in alcuni Paesi europei e non solo i governi hanno deciso di far tornare bambini e ragazzi a scuola, adottando però misure di sicurezza. Prima fra tutte le mascherine, obbligatorie per tutti gli studenti. Le classi sono poi state modificate, sistemando i banchi, solo singoli, e a distanza di almeno un metro e mezzo l'uno dall'altro. Gli insegnanti, invece, oltre che mascherine devono indossare anche una visiera protettiva. Precauzioni che potrebbero essere importate nel nostro Paese in vista della riapertura della scuola.

Secondo il ministro, l'intesa raggiunta "sulla proposta del presidente del Consiglio va in questa direzione, confermando il concorso come percorso di reclutamento per i docenti". E' stata però "accolta la richiesta di modificare la modalità della prova, eliminando i quiz a crocette che erano stati previsti nel decreto scuola votato a dicembre in Parlamento. Questa prova sarà sostituita con uno scritto, in modo da garantire una selezione ancora piu' meritocratica".

Ora però, per la Azzolina, "occorre lavorare rapidamente, insieme al Parlamento, per tradurre la misura in una norma da introdurre nel decreto Scuola, dimostrando che la maggioranza ha a cuore la qualità del sistema di istruzione e, di conseguenza, gli studenti, che ne sono i principali protagonisti. Stiamo rispondendo anche ad una precisa richiesta delle famiglie che vogliono, a ragione, certezze sulla qualità del nostro sistema di istruzione e sul suo futuro. Le scelte che facciamo oggi avranno infatti ripercussioni nei prossimi anni".

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