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Forza Onu in Iraq dopo il 30 giugno

Annan: "Missione dopo le elezioni"

"Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu probabilmente autorizzerà una forza multinazionale a restare in Iraq, per contribuire a creare un clima di sicurezza" dopo le elezioni in programma a giugno nel Paese. Lo ha annunciato il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, "L'allestimento della forza multinazionale di pace farà parte della nuova risoluzione che il Consiglio discuterà ad approverà, per il periodo successivo al 30 giugno", ha aggiunto.

Annan ha precisato che prima di compiere questo passo dovrà essere consultato il nuovo governo iracheno. Oltre ad autorizzare l'invio di una forza multinazionale dopo il 30 giugno, la risoluzione prefigurata dal leader dell'Onu "incoraggerà i governi a creare una forza di pace internazionale vera e propria, incaricata di aiutare a stabilizzare la situazione in Iraq".

La composizione del governo provvisorio iracheno potrebbe essere definita molto presto, forse entro la metà di maggio. Il presidente americano, George Bush, e l'inviato dell'Onu in Iraq, Lakhdar Brahimi, sono a lavoro per accelerare i tempi nella preparazione della transizione dei poteri, il 30 giugno, dalle forze d'occupazione a un'autorità che rappresenti tutte le componenti della società irachena.

Per quanto riguarda il nuovo governo, c'è la corsa a individuare i candidati ai posti di potere. Il Washington Post dice che la composizione del nuovo governo sarà praticamente decisa la prossima settimana. Il favorito al posto di presidente è Adnan Pachachi, un sunnita, politico di lungo corso, che avrà un vice-presidente curdo. Il New York Times ha già indicato il nuovo premier in Mehdi al-Hafez, uno sciita, attuale ministro della pianificazione nel Consiglio del governo provvisorio iracheno. Il Washington Post vede un'alternativa in Ibrahim Jafari, leader del partito islamico Dawa, il più forte nei sondaggi nella galassia dei partiti iracheni. Ma i giochi sono ancora aperti e le sorprese non sono escluse.