spettacolo

Pelù: il mio disco più... Litfiba

Terzo album per il rocker fiorentino

"Soggetti smarriti" è un ritorno al passato: "Un disco rock", sorride Pelù sotto gli occhiali scuri, "e il più litfibiano che ho fatto da solista". A testimoniarlo c'è persino la cover del classico dei Litfiba "Re del silenzio" e "Anche a piedi", scritta insieme all'ex compagno d'avventura Gianni Maroccolo. S'intravede forse un riavvicinamento col nemico/amico Ghigo Renzulli? "Se sarà, dovrà essere un riavvicinarsi umano prima ancora che artistico".

L'album, a un primo ascolto, sembra molto sofisticato, per gli ottimi arrangiamenti, per le atmosfere evocative, sognanti: "È il disco che meglio mi identifica perché io mi ci sono identificato. È spontaneo, istintivo. E, soprattutto, l'abbiamo registrato in pochissimo tempo", racconta Pelù. "Il tour era finito da poco e già eravamo in studio. A fine tour i musicisti sono caldissimi. Diventano tutti fenomeni. Se si suonasse così sin dall'inizio, si eviterebbero certe recensioni... Mi sono detto: vediamo se riusciamo a portare questo spirito nel disco".

Pelù cambia e non solo in musica. La serenità traspare dal suo fisico prima ancora che dalle sue parole. Nei testi di "Soggetti smarriti" abbandona tematiche più sociali per guardare dentro di sé. "Mi sono smarrito e forse mi sto ritrovando con le mie complicazioni": così spiega la canzone che dà il titolo all'album. "La fuga in me è la sola che ammetto", canta invece in "Vivo", potente rock dagli echi spaziali, "vivo nella mia polvere, nella giungla so che devo correre". E, a proposito di donne, cita il brano "Dea musica": "La musica è la madre di tutte le donne della mia vita. È l'unica che ho sposato. Sta alle altre adeguarsi alla situazione".

Parla poco di quello succede nel mondo: "Mi sembra inutile. Penso sia sufficientemente chiaro il mio punto di vista sulla politica, sulla guerra. Devo ammettere che mi sono un po' allontanato dalla politica. Mi sento poco rappresentato". Nel disco, l'eccezione è la bella canzone "Occhi" che, sempre in modo molto delicato, parla di clandestini sbarcati sulle coste della Calabria: "Gli occhi sono quelli stupiti, allucinati, di chi sembra arrivare da un altro pianeta. Volevo solo esprimere le impressioni che avevo nel guardare dentro ai loro occhi". 

Sempre in pista Pelù: neanche il tempo di lanciare il disco e già è pronto per il prossimo tour, che girerà l'Italia per tutta l'estate in 70 date. "Sono due anni e mezzo che non faccio un viaggio", dice mestamente ma si capisce che la sua vita si chiama rock e se gli si fa notare che il rock non se la passa proprio bene lui ribatte: "Certo, è più facile mettere lì una bella ragazza che canti... qualsiasi cosa. È di maggior impatto. Ma non perdiamo la speranza. Il rock sta sul c... Perché è chiassoso, è scomodo, ha 50 anni e non li dimostra!".

Piero Pelù Soggetti smarriti (Warner, 2004)
1 Soggetti smarriti
2 Prendimi così
3 Vivo
4 Dea musica
5 Esco o resto
6 Occhi
7 Anima animale
8 Soddisfazioni
9 Re del silenzio
10 Anche a piedi