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Pellegrini riapre le mense in sicurezza

Protocolli rigidi da rispettare all'interno delle mense e creata la figura del "Covid manager"

ansa

In questi giorni di riapertura la Pellegrini, azienda italiana fondata da Ernesto Pellegrini che guida l’azienda con sua figlia Valentina, Vice Presidente, ha messo in sicurezza i propri 600 ristoranti presso aziende, ospedali, comunità religiose e case di riposo, che sono rimasti in gran parte aperti negli scorsi due mesi o che riapriranno lunedì 4 maggio.

Lo ha fatto unendo ai 55 anni di esperienza nella ristorazione e 30 anni nella sanificazione di ospedali e aziende, alle competenze scientifiche del Prof. Roberto Burioni. L'azienda ha potuto così realizzare un protocollo relativo all’attività di ristorazione, in presenza del Coronavirus, con regole e raccomandazioni per i propri dipendenti e per i commensali che frequentano i ristoranti, al meglio delle conoscenze operative e della conoscenza medica sul Covid-19.

Per tutta la durata della pandemia, la Pellegrini riceverà supporto e assistenza sulla base delle evoluzioni del contagio da SARS-CoV-2 e realizzerà sessioni di formazione dedicate al proprio personale interno, a partire dai Responsabili Operativi e dai Direttori di Servizio, approccio indispensabile per creare consapevolezza e partecipazione e dando così loro strumenti sempre aggiornati per fornire un servizio ad alto valore aggiunto per i Clienti e gli utenti finali. Il protocollo per una riapertura in sicurezza della ristorazione, a cui la Pellegrini e i consulenti hanno lavorato nelle ultime settimane, comprende alcune regole essenziali che vanno dal distanziamento sociale all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali (DPI), a cui si aggiungono tutti quegli accorgimenti che rendono la mensa un luogo il più possibile sicuro in cui poter trascorrere la propria pausa pranzo in sufficiente sicurezza.

Ne sono esempio la creazione del ruolo di Covid Manager all’interno di ogni mensa per un puntuale controllo del rispetto delle regole, la possibilità di predisporre separatori che siano una barriera per le particelle potenziali portatrici di virus, l’abolizione delle isole di condimento e la relativa sostituzione con mono-dosi forniti in linea, l’imbustamento di tutte le posate sanificate, la possibilità di prenotare il pasto attraverso una piattaforma tecnologica dedicata e di ritirarlo presso il ristorante. Il tutto associato a rigide norme per il personale Pellegrini sia in termini di igiene che di organizzazione del lavoro.

"La Pellegrini è sempre stata in anticipo sui tempi. È stato quindi naturale per la nostra azienda – afferma il Presidente Ernesto Pellegrini – prevedere procedure allineate ai più rigorosi standard di sicurezza e validate da terze parti indipendenti per tutelare i propri 9.300 collaboratori e le 200.000 persone che ogni giorno pranzano o cenano nei nostri ristoranti. Ciò è espressione della profonda responsabilità che sentiamo come azienda, nella consapevolezza dell’impatto sociale che la nostra attività ha sulla vita quotidiana di così tante persone e delle loro famiglie. Non si tratta di donne e uomini che consumano un pranzo saltuario, ma di lavoratori che ogni giorno dell’anno scelgono la propria dieta preparata dalla Pellegrini e dedicano a se stessi un’ora di pausa dalla propria attività lavorativa. Lo fanno e continueranno a farlo nelle nostre mense che sono e saranno luoghi sicuri e mi auguro continueranno ad essere anche luoghi di piacevole socializzazione".

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