FOTO24 VIDEO24 2

Coronavirus, Arcuri: "Sul prezzo delle mascherine sentenze da liberisti da divano"

Il commissario per l'emergenza polemizza con chi sostiene che il prezzo lo fa il mercato e aggiunge: "Dal 4 maggio saranno distribuiti 12 milioni di mascherine al giorno. Lockdown? Serve prudenza"

IPA

"Avrei tanta voglia di parlare dei liberisti che emettono sentenze quotidiane da un divano con un cocktail in mano. Ma non lo farò, il mio dovere è lavorare". Con queste decise parole il commissario per l'emergenza coronavirus Domenico Arcuri ha voluto polemizzare con chi "dice che il prezzo delle mascherine lo fa il mercato". Dal 4 maggio saranno distribuiti 12 milioni di mascherine al giorno, "tre volte l'attuale fornitura".

"Un danno per chi vuole guadagnare sul dolore" - "Il mercato italiano non è ancora pronto per fissare il prezzo giusto di vendita delle mascherine", ha aggiunto Arcuri. "L'idea che fissare un prezzo massimo abbatta la capacità dell'impresa italiana di produrle è superficiale. E' economia di guerra? No, è senso civico. E' un danno per chi vuole guadagnare sul dolore? Sì e lo rivendico con orgoglio", ha spiegato. 

A settembre 30 milioni di mascherine - Arcuri ha parlato poi anche di numeri e distribuzione. "Da lunedì potremmo distribuire 12 milioni di mascherine al giorno, tre volte l'attuale fornitura. Dal mese di giugno arriveremo a 18 milioni, dal mese di luglio 25 milioni e quando inizieranno le scuole a settembre potremmo distribuire 30 milioni di mascherine al giorno, undici volte quel che distribuivamo all'inizio dell'emergenza", ha sottolineato. 

Italia primo Paese per tamponi fatti in relazione al numero di abitanti - Oltre che di mascherine, Arcuri ha parlato anche di tamponi spiegando che l'Italia "è il primo Paese al mondo per tamponi fatti in relazione al numero di abitanti". In ogni caso, ha detto, i tamponi "sono ancora pochi e ne dovranno esser fatti di più, ma facciamo pace con noi stessi e mettiamo i cittadini nelle condizioni di avere tutte le informazioni e le risposte che meritano". Secondo i dati del Commissario, in Italia sono stati fatti lunedì 2.960 tamponi ogni 100mila abitanti, in Germania 2.474, "il 20% in meno", in Gran Bretagna 1.061, un terzo dell'Italia, e in Francia 560, un sesto del nostro Paese.

"Lockdown? Serve prudenza" - Infine, sul lockdown, Arcuri ha notato che "non si può attendere che il rischio sia pari a zero per ripartire ma non si può uscire sottovalutando o ignorando i rischi che corriamo". Le critiche al governo "sono il segno che le decisioni adottate sono state ispirate da una giusta dose di prudenza" e che comunque è "iniziato un graduale alleggerimento delle misure di contenimento". Arcuri ha, in ogni caso, sottolineatoi di essere un "assertore della cautela" e di "continuare a pensare che dobbiamo continuare ad avere cura dei nostri cari e dei nostri concittadini. I fatti valgono più dei nostri desideri".

App e privacy - Per quanto riguarda l'app "Immuni" per il monitoraggio di econtagi, non è stato ancora deciso se i dati raccolti dalla App per il contact tracing saranno conservati sui device dei cittadini o su un server pubblico. Lo ha spiegato il commissario per l'emergenza Domenico Arcuri sottolineando che ovviamente la scelta verrà fatta prima che "Immuni" venga attivata. "Al momento dello sviluppo si potrà decidere se lasciarli sul telefonino e/o su un server pubblico e italiano. In ogni caso non cambia nulla sulla piena e assoluta garanzia della privacy" in quanto i "dati sono criptati, ha spiegato. 

Gualtieri: "Stop all'Iva sulle mascherine" - Il tema del prezzo delle mascherine è stato affrontato anche dal ministro dell'Economia, Roberto Gultieri: "Elimineremo l'Iva sulle mascherine per tutto il 2020", ha detto in audizione sul Def elencando le misure che saranno contenute nel prossimo decreto anti-coronavirus.

Mirafiori, il rientro in fabbrica degli operai tra controlli e kit per la sicurezza

1 di 40
2 di 40
3 di 40
4 di 40
5 di 40
6 di 40
7 di 40
8 di 40
9 di 40
10 di 40
11 di 40
12 di 40
13 di 40
14 di 40
15 di 40
16 di 40
17 di 40
18 di 40
19 di 40
20 di 40
21 di 40
22 di 40
23 di 40
24 di 40
25 di 40
26 di 40
27 di 40
28 di 40
29 di 40
30 di 40
31 di 40
32 di 40
33 di 40
34 di 40
35 di 40
36 di 40
37 di 40
38 di 40
39 di 40
40 di 40
A Torino riaprono le Carrozzerie di Mirafiori, fabbrica simbolo del mondo Fca, dopo la stop per l'emergenza coronavirus. Gli operai entrano uno alla volta, da un unico ingresso, la porta 2, attraverso una tensostruttura dove viene controllata la temperatura corporea con una telecamera termica e con il termo-scanner: chi ha più di 37,5 aspetta per un secondo controllo in un gazebo e, se è confermato, viene rimandato a casa. Tutti ricevono il kit con due mascherine e i guanti monouso e una brochure con le regole sulla sicurezza. Il turno è uno solo, dalle 8 alle 16.

Espandi