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Coronavirus, oltre 110mila morti nel mondo

Non si ferma l'emergenza che ha investito il pianeta: il numero dei contagi ha ormai superato quota 1,8 milioni, mentre il tragico bilancio delle vittime di Covid-19 continua a correre

Ansa

Non si ferma l'emergenza coronavirus con il numero dei contagi che nel mondo ha ormai superato quota 1,8 milioni, mentre il tragico bilancio dei morti continua a correre, di giorno in giorno, superando quota 110mila. Così mentre in Europa si registra il maggior numero di decessi, 75mila, gli Stati Uniti sfiorano i 21mila.

I numeri globali - Secondo i dati riportati dalla Johns Hopkins University dall'inizio della pandemia sono stati registrati 1.800.791 contagiati e 110.892 morti. Gli Stati Uniti si confermano il Paese più colpito, seguito in ordine da Spagna, Italia, Francia, Germania e Regno Unito. Tutti e sei i Paesi hanno superato la Cina per numero di contagi. Dopo la dichiarazione anche per il Wyoming, tutti i 50 Stati americani sono in stato di calamità.

L'emergenza in Europa - Una battaglia ancora difficile si combatte in Gran Bretagna, pur con la buona notizia del ritorno a casa del premier Johnson. Nel Regno Unito, infatti, si è superata la soglia dei 10mila morti, con 737 decessi in più nelle ultime 24 ore.

Difficile resta anche la situazione in Spagna con 619 nuovi decessi che portano il totale a 17mila. Ma nel Paese - il più colpito del vecchio continente insieme all'Italia - il premier Pedro Sanchez ha deciso di lanciare un segnale di ripresa con il riavvio di alcune attività, pur se sotto rigide restrizioni e l'obbligo di mascherine anche sui mezzi pubblici.

La situazione negli Usa - E mentre dall'Ue la presidente Ursula Von der Leyen mette in guardia sul rischio che l'emergenza duri ancora per molti mesi, resta alto l'allarme dall'altra parte dell'oceano.

Negli Stati Uniti si sfiorano ormai i 21mila morti, con un aumento di quasi 2mila decessi in un giorno. E ora si teme - ha fatto intuire il super esperto Antonio Fauci - anche per il voto di novembre: "Per ora non è possibile garantirlo", dice mentre Trump continua a spingere per una riapertura almeno a maggio.

Dalla Cina, focolaio della pandemia, intanto, arriva il preoccupante dato dei contagi di ritorno: quasi 100 casi in un giorno. Sono 97 per la precisione, il numero più alto dall'inizio di marzo. Le autorità sono in allarme per una nuova ondata di Covid-19 portata dall'esterno. A Pechino il livello di allerta sulla salute è passato da 'verde' ('nessun problema') ad 'arancione', che prevede l'obbligo di restare in isolamento a casa.

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