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"Il Gioco degli opposti", un viaggio nell'innovazione italiana

Di Minin, Marullo e Piccalunga passano in rassegna dieci storie di leadership nelle quali si è verificato un bilanciamento tra elementi diversi e spesso in antitesi

"Il Gioco degli opposti - Storie di innovazione italiana" di Alberto Di Minin, Cristina MarulloAndrea Piccalunga è un viaggio nell'italia dell'innovazione (Egea, 168 pagine, versione cartacea 22 euro, ebook 14,99 euro). L'idea di base del volume è che non solo gli estremi non sono incompatibili, ma spesso coesistono e fanno scattare la scintilla del successo. Il gruppo di studio dell'Istituto di Mangement della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa passa in rassegna dieci storie di leadership nelle quali si è verificato un bilanciamento tra elementi diversi e spesso in antitesi tra loro: tradizione e discontinuità, esplorazione ed efficienza, disciplina e sperimentazione, prudenza e rischio.

Come scrivono gli autori nell'introduzione, "a caratterizzare il successo di tante storie di innovazione è proprio il bilanciamento, il gioco degli opposti. Come in una ricetta ben riuscita, un’azienda deve riuscire a trovare il giusto equilibrio tra ingredienti che presentano diverse caratteristiche: elementi essenziali per guardare al futuro, ma che celano anche la possibilità di essere distruttivi se usati nel modo sbagliato. Dieci capitoli, dieci storie di innovazione raccontate attraverso il gioco degli opposti. Ogni storia un caso, ogni caso un’azienda italiana di successo".

Non si tratta di episodi isolati, ma di casi unici, difficilmente replicabili: da Loccioni a Zambon, da Barilla a Fiam, da Venture Factory a Comau, da Aboca a Yogitech, le case histories raccontano settori molto diversi.  A essere presi in esame non sono soltanto i nuovi processi, i prodotti particolari o i modelli di business. Una particolare attenzione viene riservata anche alla ricostruzione del momento in cui tali realtà sono emerse o hanno cambiato impostazione.


Andrea Piccalunga è docente di Management dell’Innovazione e direttore dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Dal 2014 al 2019 è stato presidente di Netva.


Alberto Di Minin è professore associato presso l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Segue da anni i temi dell’Open Innovation e delle politiche per l’innovazione.

Cristina Marullo è ricercatrice presso l’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dove si è focalizzata nella gestione della R&S tecnologica, dell’imprenditorialità high-tech e delle relazioni tra università e imprese.

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