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Coronavirus, Conte replica alla von der Leyen: "Ue a un bivio. Mostrare più ambizione, coraggio e unità"

"Le anticipazioni dei lavori tecnici che ho potuto visionare" prima del prossimo Eurogruppo "non sembrano affatto all'altezza del compito che la storia ci ha assegnato", afferma il premier

Le divisioni in Ue su che misure mettere in campo per combattere lo shock economico che l'emergenza coronavirus ha causato sono ancora forti. Giovedì il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen dopo le polemiche scaturite dalle parole contro i coronabond proposti dall'Italia, dalla Spagna e da altri Paesi aveva scritto a La Repubblica per gettare acqua sul fuoco. Ora Giuseppe Conte replica dalle stesse pagine del quotidiano: "Ue a un bivio".

Cosa è disposta a fare l'Europa per salvare se stessa? Nella lettera il presidente del Consiglio apre ringraziando la von der Leyen per il messaggio con cui ha espresso la sua vicinanza e solidarietà al popolo italiano e in particolare al suo personale sanitario poi alza il tiro e sfida l'Europa a "mostrare più ambizione, coraggio e unità segno". "Le tue parole - scrive il premier - sono la prova che la determinazione degli italiani ha scosso le coscienze di tutti, travalicando i confini nazionali e ponendo la riflessione oggi più urgente: cosa è disposta a fare l’Europa non per l’Italia, ma per se stessa".

Proposte ancora non all'altezza del compito che la storia ci ha assegnato "Al termine dell’ultimo Consiglio europeo dello scorso 26 marzo, ci siamo dati due settimane di tempo per raccogliere questa sfida. Purtroppo, alcune anticipazioni dei lavori tecnici che ho potuto visionare non sembrano affatto all’altezza del compito che la storia ci ha assegnato", sottolinea il capo del governo che aggiunge: "Si continua a insistere nel ricorso a strumenti che appaiono totalmente inadeguati rispetto agli scopi che dobbiamo perseguire, considerato che siamo di fronte a uno shock epocale a carattere simmetrico, che non dipende dai comportamenti di singoli Stati. È il momento di mostrare più ambizione, più unità e più coraggio. Di fronte a una tempesta come quella del Covid-19 che riguarda tutti, non serve un salvagente per l’Italia: serve una scialuppa di salvataggio solida, europea, che conduca i nostri Paesi uniti al riparo. Non chiediamo a nessuno di remare per noi, perché abbiamo braccia forti".

La nostra proposta sugli European Recovery Bond Per questo, evidenzia, "nei giorni scorsi ho lanciato la proposta di un’European Recovery and Reinvestment Plan. Si tratta di un progetto coraggioso e ambizioso che richiede un supporto finanziario condiviso e, pertanto, ha bisogno di strumenti innovativi come gli European Recovery Bond: dei titoli di Stato europei che siano utili a finanziare gli sforzi straordinari che l’Europa dovrà mettere in campo per ricostruire il suo tessuto sociale ed economico. Come ho già chiarito, questi titoli non sono in alcun modo volti a condividere il debito che ognuno dei nostri Paesi ha ereditato dal passato, e nemmeno a far sì che i cittadini di alcuni Paesi abbiano a pagare anche un solo euro per il debito futuro di altri".

Servono molte più risorse rispetto al Sure messo in campo da Bruxelles "Accogliamo con favore la proposta della Commissione europea di sostenere - poi spiega -, attraverso il piano Sure da 100 miliardi di euro, i costi che i governi nazionali affronteranno per finanziare il reddito di quanti si trovano temporaneamente senza lavoro in questa fase difficile. È una iniziativa positiva, poiché consentirebbe di emettere obbligazioni europee per un importo massimo di 100 miliardi di euro, a fronte di garanzie statali intorno ai 25 miliardi di euro". "Ma le risorse necessarie per sostenere i nostri sistemi sanitari, per garantire liquidità in tempi brevi a centinaia di migliaia di piccole e medie imprese, per mettere in sicurezza l’occupazione e i redditi dei lavoratori autonomi, sono molte di più. E questo non vale certo solo per l’Italia. Per questo occorre andare oltre", osserva Conte.

Guardare all'America che ha messo in campo misure senza precedenti Il premier porta ad esempio il caso americano che per sostenere l'economia ha lanciato un piano senza precedenti: "Altri player internazionali, come gli Stati Uniti, stanno mettendo in campo uno sforzo fiscale senza precedenti e non possiamo permetterci, come italiani e come europei, di perdere non soltanto la sfida della ricostruzione delle nostre economie, ma anche quella della competizione globale. Quando si combatte una guerra, è obbligatorio sostenere tutti gli sforzi necessari per vincere e dotarsi di tutti gli strumenti che servono per avviare la ricostruzione".

La sfida per il futuro "Si tratta di sfruttare a pieno la vera potenza di fuoco della famiglia europea, di cui tutti noi siamo parte, per dare vita a un grande programma comune e condiviso di sostegno e di rilancio della nostra economia, e per assicurare un futuro degno alle famiglie, alle imprese, ai lavoratori, e a tutti i nostri figli", evidenzia e conclude: "'Le decisioni che prendiamo oggi verranno ricordate per anni. Daranno forma all’Europa di domani', hai scritto ieri nel tuo intervento. Sono pienamente d’accordo. Il 2020 sarà una data spartiacque nella storia dell’Unione europea. Ciascun attore istituzionale sarà chiamato a rispondere, anche ai posteri, delle proprie posizioni e del proprio operato. Solo se avremo coraggio, solo se guarderemo davvero il futuro con gli occhi della solidarietà e non col filtro degli egoismi, potremo ricordare il 2020 non come l’anno del fallimento del sogno europeo ma della sua rinascita".

Coronavirus, le opposizioni a colloquio da Conte 

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