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Coronavirus, Usa primo Paese al mondo per numero di casi | Trump e Xi Jinping: "Lavoriamo insieme contro l'epidemia"

Oltre 82mila casi negli Stati Uniti (più di Italia e Cina) e oltre 1.200 morti. De Blasio: metà New York sarà contagiata. In Spagna i contagi in 24 ore sono aumentati di quasi 9mila unità

L'emergenza coronavirus esplode dovunque, con numeri da brivido negli Stati Uniti e in Spagna. Gli Usa, con oltre 82mila casi, diventano il primo Paese al mondo per numero di contagi, superando Italia e Cina. Oltre 1.200 morti in tutti gli Stati Uniti (record di 237 in 24 ore). Il sindaco Bill de Blasio prevede che mezza New York sarà contagiata. Nella penisola iberica i contagi in 24 ore sono aumentati di quasi 9mila (sfondando quota 56mila), oltre 4mila le vittime.

Il coronavirus "unisce" Trump e Xi Svolta nelle relazioni tra Donald Trump e Xi Jinping. "Ho appena concluso un'ottima conversazione con il presidente cinese. Nel dettaglio abbiamo parlato del coronavirus, che sta devastando gran parte del nostro Pianeta". Lo ha affermato viaTwitter l'inquilino della Casa Bianca, secondo cui "la Cina ha molta esperienza e ha sviluppato una forte conoscenza del virus. Stiamo lavorando a stretto contatto insieme. Molto rispetto!".

Stati Uniti - Secondo la tetra previsione del primo cittadino della Grande Mela, uno scenario da incubo è quello che aspetta la sua megalopoli. De Blasio teme che a subire il contagio saranno circa 4 milioni di persone, la metà di quelle che vivono a New York. "E' plausibile - ha spiegato - ed è molto preoccupante, ma dobbiamo iniziare a dire la verità". L'assessore alla Sanità Oxiris Barbot ritiene che l'epidemia potrebbe cominciare a rallentare a settembre. Ma Donald Trump: "Dobbiamo cominciare al più presto a riportare l'America al lavoro".

Secondo il presidente americano, "il sorpasso del numero di contagiati rispetto a quelli della Cina va attribuito da un lato al grande sforzo di monitoraggio che gli Usa sta facendo, e dall'altro al fatto che nessuno sa quali siano i numeri in Cina". Il numero di casi negli Usa, ha aggiunto, "è una testimonianza della nostra attività di test. Invece nessuno sa quali siano i dati reali in Cina".

Spagna - In Spagna si sono contati 655 nuovi decessi, arrivati in totale a 4.089. Il numero dei contagi cresce a una velocità impressionante, secondo l'ultimo bilancio del ministero della Salute. Le persone ricoverate in terapia intensiva sono quasi 3.700 e 7mila quelle che sono guarite. Diminuisce per la prima volta nell'ultima settimana il numero dei decessi quotidiano, con 83 morti in meno rispetto a quelli di mercoledì. Il ministro della Sanità Salvador Illa ha dichiarato che la Spagna potrebbe avvicinarsi al "picco della curva" e questo significherebbe una fase di stabilizzazione della pandemia. Dopo un aumento medio giornaliero del 40% tra il 28 febbraio e il 16 marzo, si è contato infatti un incremento medio del 20% dal 16 al 24 marzo. 

Coronavirus, emergenza in Spagna: a Madrid un morto ogni 16 minuti

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Francia - In Francia si parla di 40mila nuovi contagiati nell'ultima settimana, malgrado si contino solo 25mila positivi dall'inizio dell'epidemia. I 40mila casi sono stati diagnosticati dai medici di base secondo le stime della Sanità francese. Nel Paese è cominciato il piano di evacuazione dall'Alsazia dei malati tramite un treno ad alta velocità, che li ha trasportati da Strasburgo negli ospedali dei Paesi della Loire e di altre regioni per alleggerire gli ospedali alsazioni, ormai al collasso. 

Coronavirus, Francia: 100.000 agenti per monitorare rispetto misure, Parigi deserta

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Il ministro degli Interni di Parigi, Christophe Castaner, ha annunciato il dispiegamento di 100mila poliziotti e gendarmi per controllare i movimenti dei francesi, nel contesto delle restrizioni alle libertà personali imposte dal governo per il contenimento della diffusione del coronavirus nel Paese. La misura, senza precedenti in Francia, è entrata in vigore a mezzogiorno. Le prime multe per eventuali trasgressori saranno comminate a partire da mercoledì. Spettrale il paesaggio parigino, con tutte le strade deserte.

Germania - La Germania sta affrontando l'epidemia mettendo in campo fino a 500mila test alla settimana, come ha detto il virologo della Charité Christian Drosten in conferenza stampa a Berlino per spiegare la forte differenza tra i dati e il tasso di mortalità in Germania e quelli di altri Paesi come Italia e Spagna. "Perché così poche vittime in Germania? - ha detto -. Perché abbiamo fatto un lavoro di diagnostica da laboratorio estremamente forte e capillare. Il grande lavoro dei laboratori di analisi in Germani è stata la forza del sistema tedesco contro il contagio, perché si è potuto identificare, isolare e contenere i casi". Ma il ministro della Salute tedesco Jens Spahn dichiara: "Il numero delle vittime aumenta in Germani, anche se è ancora basso. Ma siamo alla quiete prima della tempesta. Non sappiamo cosa succederà". Intanto la Germania prende altri dieci pazienti italiani: anche il Land dell'Assia ha dato la sua disponibilità: qui i malati arriveranno dall'Emilia Romagna.

Gran Bretagna - Nel Regno Unito si teme uno tsunami di ricoveri e la previsione è di un'esplosione di casi gravi nei prossimi giorni. Lo ha detto alla Bbc Chrsi Hopson, numero uno di Nhs Providers, un'associazione che rappresenta i manager del sistema sanitario britannico. "C'è un aumento esponenziale della domanda per pazienti gravi - ha detto Hops - e le previsioni sono di ulteriori ondate dopo ondate". Intanto, Westminster ha chiuso i battenti e deputati e lord si stanno barricando nelle loro case. 

Giappone - Il governo giapponese mette in guardia dal possibile dilagare delle infezione preparando il terreno per un eventuale lockdown da parte del premier Shinzo Abe. Preoccupa l'allarmante impennata dei casi nelle aree urbane del Paese, in particolare a Tokyo dove si contano 47 nuovi casi, una tendenza che si è manifestata per il quarto giorno consecutivo. Abe ha parlato di "una crisi nazionale" invitando autorità e connazionali a cercare di contenere la diffusione del virus che ha già causato il rinvio delle Olimpiadi 2020. 

In tutto il bilancio del Covid-19 nel mondo è drammatico: in Europa si toccano i 250mila contagi, mentre nel mondo intero siamo al mezzo milione di persone. 

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