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Spostamenti, trasporti, lavoro e consumi: cosa cambia con il nuovo decreto sul coronavirus

Le risposte alle domande delle persone interessate dai provvedimenti del governo. Spostamenti possibili per "comprovate esigenze" lavorative, di salute o situazioni di necessità: in caso di controlli sarà valida un'autocertificazione

Tgcom24

Gli uffici legislativi dei diversi ministeri e della presidenza del Consiglio sono al lavoro in queste ore per sciogliere i dubbi interpretativi legati al nuovo decreto sul Coronavirus che dispone tra l'altro di evitare gli spostamenti in Lombardia e altre 14 province. Tutti gli aggiornamenti sul coronavirus in tempo reale

Ecco i chiarimenti forniti dalle autorità:

Gli spostamenti vanno comunicati? - Se si viene dalla Lombardia o da una delle 14 province coinvolte dal contagio secondo il testo del decreto non c'è nessun obbligo di comunicarlo all’Asl o al proprio medico: l’obbligo esiste solo per chi arrivi in Italia dall’estero, essendo passato da una zona indicata dall’Oms come a rischio epidemiologico. 

Chi si sposta o si è già spostato dal Nord a Sud va automaticamente in quarantena? - Malgrado non sia previsto nel testo del decreto, alcune Regioni del Sud Italia come Puglia, Campania e Sicilia hanno messo a punto ordinanze che impogono un periodo di quaratena alle persone che sono rientrate dalle zone interessate dall'emergenza coronavirus.

Treni e aerei continueranno a partire? - Sì, al momento non c'è nessuno stop a treni e aerei. Resta ovviamente la disposizione che invita a partire solo se strettamente necessario. Nelle prossime ore potrebbero essere disposti posti di blocco ai caselli autostradali, stazioni e aeroporti. Alcune compagnie aeree stanno limitando i voli su alcuni scali come Malpensa e Linate, L'Enac invita a cercare informazioni specifiche nei siti delle compagnie aeree.

Il trasporto pubblico resta attivo? - Sì, bus, tram e metropolitane restano regolarmente in funzione.  Resta valida anche la richiesta di osservare la distanza di sicurezza di un metro tra una persona e l'altra.



Possiamo andare al lavoro o no? - "Le limitazioni introdotte non vietano gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro. Salvo che siano soggetti a quarantena o che siano risultati positivi al virus, anche i transfrontalieri potranno entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo, inclusa una autocertificazione che potrà essere resa alle forze di polizia in caso di eventuali controlli". Laddove è possibile viene fortemente incentivato lo smart working. Autocertificazione valida anche per spostamenti dovuti ad esigenze di salute o situazioni di necessità.

Si può andare al supermercato e in farmacia? - Certo, è possibile uscire per fare la spesa o comprare farmaci, La raccomandazione è sempre la stessa: evitare assembramenti. Alcuni supermercati hanno già attivato ingressi contingentati. Evitare la formazione di code, privilegiare gli orari con meno afflusso di persone,

Le merci possono circolare? - "Le merci possono entrare ed uscire dai territori interessati. Il trasporto delle merci è considerato come un'esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può quindi entrare e uscire dai territori interessati e spostarsi all'interno degli stessi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci".

L'Assolombarda ha messo a punto un vademecum per le imprese. 'Nessun blocco a produzione e merci' ma "è opportuno adottare misure di prevenzione e di cautela nei confronti dei trasportatori. Gli autisti non possano scendere dai mezzi e siano muniti di dispositivi medici di protezione e prevenzione quali mascherine e guanti monouso; se il carico/scarico richiede la discesa dal mezzo deve essere mantenuta la distanza di sicurezza (1 metro) e la documentazione di trasporto sia trasmessa in via telematica".

Il testo integrale del decreto in formato pdf

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