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Coronavirus, Germania: "Noi come Italia e Francia, collaborare"

Sono 100mila i contagiati in 91 Paesi del mondo: si estende la diffusione dell'infezione mentre dalla Cina arrivano notizie positive

Dall'Iran alla Corea del Sud fino al primo caso in Togo; dalla Gran Bretagna all'Olanda dove è deceduto il primo contagiato. Tutto il mondo, a ogni latitudine, fa i conti con il nuovo coronavirus. "Tutti prima o poi arriveremo nella situazione in cui sono ora Francia, Italia e Germania", afferma il ministro della Salute tedesco Jens Spahn, che si appella alla "collaborazione" tra Stati in questa emergenza. Mentre dalla Cina arrivano notizie positive: guarite e dimesse quasi 54mila persone.

Il mondo nella paura, mentre la Cina tira il fiato - Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 2.736 nuovi casi di Covid-19 in 47 Paesi. Lo ha riferito l'Oms nel consueto briefing con la stampa a Ginevra. "Vi sono ora un totale di 98.023 casi segnalati a livello globale e 3.380 decessi. Siamo sul punto di raggiungere i 100.000 casi confermati", ha detto il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. Una diffusione che si estende ora anche in Africa (41 casi, i primi in Camerun e Togo) e America Latina e Caraibi (34 casi, il primo in Perù). 

In Cina, intanto, sono 53.726 le persone dichiarate guarite dal coronavirus e dimesse, di queste più della metà, 27.354, dalla città di Wuhan, epicentro dell'epidemia. Lo hanno riferito le autorità sanitarie cinesi, aggiungendo che nel Paese si sono registrati 143 nuovi casi e 30 morti, quasi tutti nell'epicentro di Wuhan e nella provincia di Hubei. Arrivano così a 3.042 i morti e 80.552 i casi totali. 

La situazione in Europa - In Europa l'Italia è ancora il sorvegliato speciale, per numero di contagi e vittime, ma la situazione sta peggiorando rapidamente anche in altri Paesi. A Bruxelles ci si prepara al peggio e il commissario Ue per la gestione delle crisi Janez Lenarcic ha invitato gli Stati membri a "guardare all'esperienza italiana e prepararsi a situazioni simili presto". In Francia c'è lo scenario più preoccupante. Con quasi 600 contagi e 9 morti e un focolaio dell'Alto Reno, 81 casi in 48 ore, che ha costretto le autorità locali a chiudere cento scuole. In Svizzera le infezioni da Covid-19 confermate sono 181 e altre 29 sono sospette. "La tendenza è all'aumento, - ha dichiarato Daniel Koch, capo della Divisione malattie trasmissibili dell'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp) - e se i primi casi riguardavano persone infettate all'estero, specie Italia e Francia, ora i contagi avvengono all'interno del Paese". A causa del diffondersi del coronavirus, il governo elvetico ha deciso di mettere il servizio d'appoggio dell'esercito a disposizione dei Cantoni per un periodo di tre settimane. Il primo ministro del Regno Unito Boris Johnson, invece, ha annunciato un investimento da 46 milioni di sterline per fronteggiare l'epidemia. Parte delle risorse verranno impiegate nella ricerca di un vaccino; circa un terzo della somma stanziata verrà consegnato a gruppi umanitari, come la Croce Rossa e l'Unicef, per aiutare i Paesi più vulnerabili a far fronte all'espandersi dell'epidemia. 

Nel resto d'Europa i contagi sono aumentati in Germania, Spagna, Belgio, Grecia, Islanda e Russia. Ed il coronavirus si è affacciato per la prima volta in Serbia, Slovacchia e nella Città del Vaticano. In Olanda è stato registrato il primo morto.

Dalla Corea del Sud all'Iran - In Corea del Sud 6.500 contagi, con 42 morti, stando ai dati del Centro coreano di controllo e prevenzione per le malattie. In Iran la situazione è sempre più grave, con un balzo di 1.200 nuovi casi in 24 ore. Il ministero della Salute iraniano ha fatto sapere che il bilancio delle persone contagiate da nuovo coronavirus nel Paese è salito a 4.747, quello dei morti a 124. Il portavoce Kianoush Jahanpour ha aggiunto che il virus ha raggiunto tutte le 31 province iraniane. I casi in Medioriente sono più di 4.990.

Il contagio si diffonde anche negli Usa, dove si sono registrati 14 vittime e 230 contagi estesi a 20 Stati su 50: 33 i casi in quello di New York e 4mila persone in quarantena precauzionale. Ma il presidente Trump invita alla calma. "Non penso che la gente sia nel panico, bisogna essere calmi, se ne andrà", ha detto ai giornalisti alla Casa Bianca, sottolineando che gli Stati Uniti "hanno numeri molto bassi rispetto ai grandi Paesi nel mondo, più bassi di tutti gli altri", mentre sul numero di morti il dato "è molto, molto basso, quando guardate agli altri Paesi è una frazione molto piccola perché noi siamo molto severi ai confini".

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