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Donne: più felici nella vita se danno il meglio al lavoro

Tanta passione in casa e fuori anche grazie al sostegno del partner

Istockphoto

Né angeli del focolare, tutte casa e famiglia, né donne di carriera pronte a sacrificare tutto sull’altare del successo professionale: le donne italiane sono felici di lavorare fuori casa e di occuparsi della famiglia condividendone la gestione con il loro partner. Insomma, le nostre connazionali sono indipendenti e determinate, ma anche emotive e a volte fragili, anche se non rinunciano mai ad essere solari e positive. Il loro ruolo? E’ quello di persone impegnate in una professione, ma insieme di compagne di vita, amiche, mamme, figlie, sorelle, single e molto altro ancora.

E’ questo il ritratto dalle mille sfaccettature che ci restituisce una survey compiuta da Groupon in occasione della Festa della Donna su oltre 2.000 donne lavoratrici, per indagare la realtà che vivono ogni giorno. Il dato più evidente emerso dall’indagine è che il 67% del campione si è dichiarato felice nel privato quando dà il meglio sul lavoro; inoltre, per il 53% è normale che le donne lavoratrici condividano con il resto della famiglia le responsabilità domestiche. 
 
Secondo le Italiane, dunque, lavorare deve essere anche e soprattutto  una questione di felicità:  e un lavoro può essere definito “soddisfacente” solo quando ha effetti positivi anche sulla vita personale. Questo rapporto tra la sfera professionale e quella personale è considerato fondamentale da oltre la metà delle lavoratrici: il 68% delle intervistate inoltre, ritiene che lavorare sia fondamentale per la propria realizzazione personale (68% dei casi). Insomma, lavorare con entusiasmo è uno dei fattori chiave: fermo restando quasi un terzo del campione (31%) lavora per una prospettiva di maggior guadagno, non mancano anche motivazioni diverse: un altro 30% dichiara di lavorare per mettere in pratica le proprie capacità,  per crescita professionale (28%) o per sentirsi valorizzate (23%). 

Le Italiane, insomma, amano il loro lavoro. Tra le motivazioni che le portano a lavorare fuori casa le intervistate indicano innanzi tutto, ovviamente, la possibilità di essere autonoma (37%), seguita da quella di potersi dedicare a un settore che si ama particolarmente (32%), il fatto di poter conciliare la vita lavorativa con quella familiare (per il 22%); non manca neppure un 14% di “creative” per le quali conta molto poter realizzare nuove idee ed essere innovative.

 
Le lavoratrici moderne sono consce del proprio potenziale e determinate a ispirarsi a modelli positivi di donne forti e carismatiche, tra cui la scienziata Rita levi Montalcini (indicata dal 27% delle intervistate), la  ex first lady Michelle Obama (preferita dal 17%) e la stilista Coco Chanel (15%), icona di fascino e di eleganza.

Naturalmente non è sempre tutto facile: le Italiane che lavorano ammettono di dover lottare quotidianamente per trovare l’equilibrio tra lavoro, responsabilità familiari e vita privata, ma sanno di poter essere molto “smart”: il classico luogo comune della “donna di casa” non rientra nel loro modo di pensare.

Le incombenze domestiche sono infatti ripartite con il resto della famiglia (53% delle risposte), in modo che entrambi i partner possano dedicare energie e tempo al lavoro. E si tratta di una collaborazione reciproca che funziona: otto donne su dieci si sentono supportate nella scelta di essere anche delle lavoratrici.  Gli aiuti arrivano in primo luogo dal partner (33%), ma anche dalla famiglia (32%) e dagli amici (10%). Resta purtroppo un 18% che ancora non si è sentita appoggiata nel doppio ruolo professionale e familiare, segnale che di strada da fare ce n’è ancora un bel po’. 

Ufficio stampa

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