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Gb, accoltellato muezzin in una moschea di Londra: un arresto | Scotland Yard: non è terrorismo

La vittima non è in pericolo di vita. La testimonianza: "L'aggressore non era uno sconosciuto. Stava pregando, poi ha attaccato"

Un muezzin è stato accoltellato nella moschea di Regent's Park, nel centro di Londra. Lo riferiscono i media locali precisando che la vittima, che ha una settantina d'anni, ha riportato una ferita superficiale al collo ma non sarebbe in pericolo di vita. L'aggressore è stato arrestato dalla polizia per tentato omicidio. Scotland Yard al momento non ritiene che l'episodio "sia legato al terrorismo". 

I detective, come riferito da Scotland Yard su Twitter, chiamati a investigare sull'accoltellamento avvenuto all'inizio della preghiera islamica del giovedì pomeriggio, non ritengono che l'episodio "sia legato al terrorismo" ma non hanno fornito elementi su possibili motivazioni dell'assalitore. Un video amatoriale, subito diffuso su Internet, mostra le fasi del fermo del presunto aggressore, un bianco, a quanto si vede, ammanettato dagli agenti dopo una breve colluttazione.

La moschea di Regent's Park è la più grande della Gran Bretagna e può contenere fino a 5.000 persone. Al momento dell'accoltellamento vi erano riuniti in preghiera circa 300 fedeli. In un comunicato diffuso dalla stessa London Central Mosque si conferma che "un individuo non identificato ha attaccato e accoltellato il muezzin durante la preghiera di Asr verso le 15".

"L'aggressore - si legge nella nota - è stato bloccato dai fedeli fino all'arrivo della polizia, che lo ha arrestato. Il muezzin non ha riportato ferite che ne mettano in pericolo la vita, ma è stato ferito seriamente ed è ora assistito in ospedale. Attendiamo ulteriori informazioni dalla polizia sulla natura dell'incidente, intanto i nostri pensieri e le nostre preghiere sono con il muezzin e con la sua famiglia".

Testimone: "L'aggressore pregava, poi ha attacco il muezzin" Secondo un testimone presente in moschea al momento dell'accoltellamento, il 59enne Abi Watik, l'aggressore non era uno sconosciuto ed era stato visto frequentare regolarmente il luogo di culto negli ultimi sei mesi. "Anche oggi era in preghiera dietro il muezzin - ha detto Watik -, quando improvvisamente lo ha attaccato. Ha aspettato l'inizio della preghiera ed è rimasto in silenzio per tutto il tempo dell'aggressione". 

Johnson condanna "l'orribile attacco" Immediata è arrivata la condanna di Boris Johnson. "Sono profondamente rattristato dell'attacco alla London Central Mosque. E' davvero orribile che sia accaduto, specie in un luogo di preghiera; il mio pensiero va alla vittima e a tutte le persone colpite".

La comunità islamica: "Siamo nel mirino" Intanto i rappresentanti della comunità islamica britannica denunciano il moltiplicarsi di episodi di islamofobia e aggressione vera e propria contro i fedeli. E lamentano un'attenzione insufficiente del governo. "La comunità si sente presa di mira da tempo", ha detto alla Bbc Miqdaad Versi, del British Muslim Council, ricordando il precedente dell'attentato terroristico anti-islamico compiuto da un estremista bianco nel 2017 di fronte alla moschea di Finsbury Park, sempre a Londra.

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