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Nanomateriali: quando la tecnologia arriva dal futuro

Intervista a Sabrina Zuccalà, imprenditrice nel settore dei nanomateriali

Sabrina Zuccalà, 48enne legnanese, è un'imprenditrice che ha fondato 4ward360 una azienda che opera in tre campi specifici,  restauro, edilizia e industria, usando nanomateriali.

Come è strutturata 4ward360?

4ward360 è una piccola azienda che opera in un mercato all'avanguardia ancora poco conosciuto che usa nanomateriali. In realtà due aziende, una italiana che si occupa prevalentemente di beni culturali, e una ungherese orientata verso prodotti per l'edilizia e l'industria. Nata otto anni fa', fattura circa 4 milioni di euro. Lavoriamo a progetto impiegando ogni volta personale adatto per quell'impegno, oppure vendiamo il prodotto a società terze.

È una tecnica futuristica. Come è arrivata a conoscerla?

In modo del tutto casuale. La mia migliore amica era italo-ungherese. Otto anni fa, andando a trovarla nel suo paese, ho conosciuto un suo parente che era uno scienziato chimico. Questo signore mi ha proposto di entrare in società con lui per sviluppare il mercato e ho accettato. 

Dottoressa Zuccalà, cosa sono questi nano materiali e che applicazione hanno? 

Sono materiali composti da parti infinitesimali dell'atomo. Noi li usiamo nel restauro dei beni culturali, nell'edilizia, per la conservazione di edifici e pavimentazioni. e infine nell'industria per la stampa dei materiali laminati.

Qual è la loro caratteristica principale?

Questi prodotti non sono una pellicola che si va a sovrapporre alle superfici trattate. Le nanoparticelle cambiano le caratteristiche chimico fisiche di quel materiale rendendolo più forte, preservandolo.

Più precisamente che cosa significa?

Grazie ai nostri laboratori di ricerca, abbiamo studiato e creato dei nano materiali idonei per ogni tipologia di superficie. Questo significa che, grazie alla conservazione o meglio alla “stabilizzazione” dei materiali, riusciamo a fermare il tempo della superficie trattata. Proteggere la materia significa bloccare il deterioramento, mantenere la pulizia di superficie, eliminare la possibilità la formazioni di muffe, rendere i monumenti antigraffiti. 

Mi fa qualche esempio di lavori già svolti?

Abbiamo applicato la nanotecnologia per la conservazione del relitto di una nave romana del IV dopo Cristo recuperata in Sicilia. Un altro lavoro è quello commissionato dal governo cinese che ci ha chiesto di applicare i nostri materiali su venti statue del famosissimo esercito di terracotta. Ora aspettiamo che a Venezia il fenomeno dell'acqua alta rallenti per operare i primi rilievi  sul palazzo Ca' d'Oro.

Quali sono nella pratica i vantaggi dei suoi prodotti rispetto a quelli normalmente usati?

Normalmente, quando si restaura un monumento, un palazzo, un dipinto, è difficile applicare i soliti prodotti di conservazione che sono a base siliconica, perché la pellicola che si forma rischia di comprometterne, a esempio, il colore. Si preferisce perciò compiere restauri periodici, se non continui. Ma ciò è molto dispendioso. Le nano particelle vanno invece a modificare la struttura chimico fisica della superficie trattata senza cambiarne le caratteristiche. In questo modo è possibile preservare il manufatto anche pre trenta anni.

Altri campi di impiego dei nanomateriali?

Soprattutto con la società ungherese siamo molto attivi nel campo industriale e dell'edilizia. Ma lavoriamo anche in Italia. A Milano abbiamo usato i nostri prodotti per difendere dalle intemperie il grattacielo dell'Unicredit. E il comune di Milano ci ha chiesto di usarli sulla pavimentazione di piazza Duca d'Aosta, davanti la stazione Centrale.

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