La maggioranza presenterà, entro fine luglio, una modifica alla riforma dell'ordinamento giudiziario, attualmente all'esame della commissione Giustizia del Senato, per attuare la separazione delle carriere tra giudici e pm. Parallelamente la Cdl porterà avanti lo stesso progetto presentando un disegno di legge costituzionale. Ad assicurarlo è il premier Berlusconi incontrando il leader dei penalisti Randazzo, che avverte: "Le promesse non bastano".
Dunque dopo il ministro della Giustizia, che ha annunciato che "entro un paio di mesi" Bossi presenterà "un ddl costituzionale per la separazione delle carriere, l'elezione diretta dei pm e, probabilmente, la loro regionalizzazione", anche il presidente del Consiglio è intervenuto sulla delicata questione. L'occasione è stata l'ennesimo incontro con il presidente dell'Unione Camere Penali Ettore Randazzo, ricevuto a Palazzo Chigi per riferire al premier lo scontento dei penalisti italiani che da tempo vanno chiedendo una riforma organica del settore giustizia che comprenda anche la separazione delle carriere tra giudici e pm.
Il premier: "Entro fine luglio presenteremo la proposta"
Ma i penalisti si dicono "perplessi e contrariati" e sono pronti a un nuovo sciopero: "Stanno prevalendo gli inciuci della politica e delle dichiarazioni di intenti non sappiamo che farcene", avverte Randazzo, che ha riferito inoltre che nel corso dell'incontro si sarebbe parlato anche del ddl costituzionale appena annunciato dal ministro Castelli per separare le carriere, arrivare alla elezione e alla regionalizzazione del pm. "Berlusconi ha detto di non conoscerlo e che comunque l'impegno del governo è quello che lui ci ha espresso", fa sapere il presidente dell'Ucpi che boccia la proposta del Guardasigilli con un laconico "non è la nostra idea".