televisione

Fiorello: "Ho detto no a Striscia"

Lo showman rifarà "Stasera pago io"

"Ho detto no a Striscia la notizia perchè devi annunciare dei servizi e stare seduto. Io invece ho bisogno di muovermi, di cantare, di fare show". In una lunga intervista esclusiva che Tv Sorrisi e Canzoni pubblica nel nuovo numero, Fiorello svela la trattativa con Antonio Ricci per la conduzione del Tg satirico di Canale 5 e anticipa che tornerà in televisione con il varietà Stasera pago io.

Lo showman siciliano annuncia inoltre che non ha "intenzione di lavorare a vita" perchè "tra dieci anni vorrei smettere", confermando quindi il suo ritorno su Raiuno con un varietà stile one-man show: "E' quello il programma che so fare e per prepararlo bene faccio molte serate dal vivo. Tutto luglio in giro per l'Italia e poi di nuovo spettacoli a ottobre: sono fondamentali per mettere bene a punto un programma tv". 

Ma il no a Striscia non è stato l'unico. Fiorello ha rinunciato, per il momento, anche al progetto Rai che prevedeva la trasposizione in tv di Viva Radio Due, il programma radiofonico di successo condotto con Marco Baldini. "La radio non può essere portata pari pari in video", dice, "se Arbore non ha mai fatto Alto Gradimento in tv ci sarà un motivo. Certo, ha fatto Quelli della notte che un po' gli somigliava, ma non era la stessa cosa. "L'idea pero è sempre in piedi. Abbiamo registrato tante puntate, pensiamo di montarle e mandarle in onda su RaiSat. Magari potrebbe diventare un programma di seconda serata, ma va ripulito. Baldini fuma come un turco e anch'io faccio la mia parte. Come si fa a farsi vedere così, con il ministro Sirchia che ogni giorno invita a smettere di fumare?", scherza Fiorello.

E sempre a proposito della tv, Fiorello illustra il palinsesto che farebbe se fosse un direttore di rete: "Sarebbe una televisione molto all’antica: lunedì film; poi, quiz, ma solo domande senza letterine e balletti. E al sabato sera il varietà, quello con i lustrini e con gli ospiti. A patto che durante la settimana non ce ne siano altri".

Fotografato per la prima volta nella sua casa romana dove vive  con la moglie Susanna Biondo, Fiorello, nella sua prima intervista da uomo sposato, descrive quella che definisce la sua “seconda vita”: "Susanna è la mia parte razionale. Ma ora che siamo sposati non è cambiato assolutamente niente. Non capisco chi parla del matrimonio come del patibolo. Sembra che uno stia sempre chiuso in casa con le pantofole. E invece no. Il matrimonio va rivalutato, è uno stimolo a impegnarsi di più. È bello tornare a casa e sapere che c’è qualcuno che ti aspetta. Un bacio di tua moglie e la stanchezza di una giornata se ne va".

"Ho capito subito che era la donna della mia vita", dice Fiorello rivelando qualche segreto della riservatissima moglie: "È laureata in Economia e Commercio, lavora nel centro di doppiaggio del padre, insieme con Francesca, un’altra delle sue due sorelle. L’altra, Margie, è una cantautrice e tre anni fa ha partecipato a un Sanremo Giovani. Susanna è una grande appassionata di cinema, viaggia spesso tra Monaco, Los Angeles e New York, invece la televisione l’ha scoperta con me, prima non la guardava quasi. L’altra sua passione sono i libri, la sera ne ha sempre uno in mano. Cucina molto bene e le piace organizzare cene con gli amici. Ma non ci vediamo tantissimo perché quando esce dal lavoro va a prendere sua figlia Olivia a scuola e poi la aiuta a fare i compiti. È una madre molto attenta. E naturalmente è anche la mia cavia per le battute. Se ride, le posso riproporre".

Fiorello ripercorre anche i momenti difficili della sua carriera: "Appartengono alla mia “prima vita”, ma non potrò mai dimenticare. Tutti sembravano spariti, il telefono non squillava più. Io ero venuto su dal niente e mi ero ritrovato in mezzo a un boom. Giornalisti, fotografie. Usando il mio nome vendevano qualsiasi cosa. C’erano persino le “Patatine Fiorello”. Il karaoke mi aveva vampirizzato. La vera crisi è cominciata dalla mia partecipazione a Sanremo come cantante. Non è che fossi disperato, ero in difficoltà artistica più che umana. Lavoravo ma non ero soddisfatto. Per esempio, presentavo il Festivalbar ma alla fine della serata non sentivo niente. Volevo fare molto di più. Sapevo fare molto di più".

A salvarlo, è stata la famiglia: "Merito di mia madre, che continua a sgridarmi per come mi vesto e se dico parolacce. Di mia sorella Caty che si beccava i commenti acidi per non farli sentire a me, che nascondeva gli articoli per non farmi stare male. Di mio cognato Antonio, di tanta gente. E naturalmente di Susanna".

La nuova vita di Fiorello significa anche mettere su casa: "Ho finalmente comprato una casa qui a Roma, presto ci trasferiremo. Alla mia età forse è un po’ tardi. Ma una volta Costanzo mi ha raccontato che la sua prima casa l’ha comprata a 40 anni. Prima o poi, però, vorrei tornare in Sicilia, non ho intenzione di lavorare a vita. Tra 10 anni vorrei smettere, lavorare dietro le quinte, lasciare spazio ai giovani e magari fare qualche spettacolo dal vivo senza lo stress della televisione. Naturalmente questo lo dico oggi, poi tra 10 anni non so. Anche perché vedi uno come Teo Teocoli e allora dici: forse ce la posso fare anch’io".

L’intervista di Sorrisi, corredata da una serie di foto inedite, è un racconto in prima persona di una vita passata a intrattenere la gente: "Avevo 4 anni, ma la sensazione me la ricordo come fosse ieri" racconta Fiorello. "Feci una recita scolastica a Riposto, il paese di Franco Battiato. Fui scelto tra 1.500 bambini per interpretare Ulisse e quando il pubblico si mise ad applaudire fu sconvolgente. La stessa sensazione  che provo ogni volta che sento un applauso. Da allora non ho fatto altro che gigioneggiare per ricevere l’apprezzamento di qualcuno".

Come accadeva nei villaggi, dove entrò come cameriere, "guadagnavo 1 milione e 150.000 lire al mese", ma Enzo Oliveri della Valtur un anno si rifiutò di assumerlo come cameriere: "Mi stimava, voleva che facessi l’animatore. E mi convinse anche se si trattava di guadagnare molto meno.  Come animatore facevo di tutto, spostavo i tavoli, portavo le valigie… altro che le prove di oggi. Microfono in mano e pubblico davanti. E andavo. Ma quella è stata la mia grande scuola. Uno sconosciuto dove lo trova un pubblico tutte le sere? Lì ho imparato a non trattare male la gente, a non fare facili battute sulle signore anziane o sui signori in sovrappeso. Ho sempre pensato, mi piacerebbe se al posto di quella signora ci fosse mia madre? No. Allora non lo faccio. Le battute è meglio farle sui potenti, su chi si può difendere. Avevo un successo enorme. Alla tv non ci pensavo proprio, ero soddisfatto e felice. Prima di prenotare le vacanze, la gente chiamava in Valtur e chiedeva, “Dov’è Fiorello?” “In Tunisia” “Bene, allora mi prenoti due settimane lì".

Poi a 28 anni si è lasciato convincere, ed è cominciata la carriera con Radio Deejay, quindi le prime apparizioni in tv, il karaoke e tutto il resto. "La mia grande tristezza è che mio padre sia morto prima del mio successo", conclude. "Non sa che ce l’ho fatta. Aveva sempre creduto in me. Quando mia madre si preoccupava per il mio futuro, lui la rassicurava. Ma almeno nei villaggi ha fatto in tempo a vedermi. L’ho fatto ridere come un matto".