spettacolo

Bertolucci: 1968 tra amore e piazza

Esce ad ottobre il film "The Dreamers"

L'attesa dei fan di Benardo Bertolucci è finita. Il prossimo 10 ottobre uscirà in Italia l'ultima fatica del regista parmense: "The Dreamers" (presentato nel nostro paese con il sottotitolo "i Sognatori"). La pellicola tratta la vicenda di tre giovani sullo sfondo della rivolta studentesca nel maggio 1968. Possibile una presentazione del film alla prossima Mostra di Venezia. Intanto il regista fa sapere: "Novecento non avrà un seguito".

Per l'autore di "Ultimo tango a Parigi", "L'Ultimo imperatore" ed "Il thè nel deserto" si tratta di un ritorno in grande stile. E' stato lo stesso Bertolucci ad annunciare il completamento della sua ultima opera durante una conferenza stampa tenuta prima di ricevere, dalle mani di da Roberto Benigni, il Premio Fiesole che viene attribuito ai maestri del cinema.

Il cineasta non ha perso l'occasione per fare un punto sui suoi prossimi impegni: già c'è all'orizzonte un nuovo film: "Sarà dedicato alla figura del musicista cinquecentesco Gesualdo da Venosa. Penso di iniziare le riprese alla fine del marzo 2004, dopo aver portato a termine il giro promozionale per il film che uscirà ad ottobre, e visitando i vari paesi europei e gli Stati Uniti cercherò anche di individuare gli attori per il cast".

Ma l'argomento del giorno è proprio "The Dreamers". "Si tratta - ha spiegato Bertolucci - di un film ambientato nel maggio 1968 e la rivolta studentesca fa da sfondo alle vicende intime di tre giovani, una sorella e un fratello parigini e un americano. I tre protagonisti sono uniti dalla passione per il cinema che li fa incontrare e conoscere: si chiudono in casa per alcuni giorni e ne saranno tirati fuori solo dagli avvenimenti di quei giorni".

Un film dunque che guarda al passato ma con una forte connotazione che rimanda alla società di oggi: "Ci sono nel film allusioni che ricordano i fatti di Genova del 2001, durante il vertice del G8. Sono stato influenzato dalle scene viste in televisione, e una ripercussione si vedrà anche nella sequenza in cui i celerini caricano i giovani francesi. In sede di montaggio ho allungato molto questa scena, che sembra che non finisca mai".

Infine, sempre a margine della conferenza stampa, il regista ha voluto porre fine ad un tormentone che da tempo si andava ripetendo, ovvero la ventilata possibilità di girare un seguito di "Novecento" (l'affresco storico del '75-'76 che vedeva contrapposti contadini e padroni in Italia dall'inizio del secolo sino alla Liberazione del 1945): "Quel progetto effettivamente l'ho accarezzato ma poi è stato definitivamente abbandonato. Non sarebbe stato giusto. Non potevo ripetere quell'esperienza. Del resto non sono mai caduto nel tentativo di ripetere quello che ho già fatto. In ogni mio film c'è il desiderio di cambiamento".