politica

Verifica Cdl: scende il gelo

Fini non arretra: "Più collegialità"

Verifica di maggioranza in stallo: dopo "l'agguato" alla Camera sul decreto immobili e le reazioni al "caso Strasburgo" -che appaiono come segnali di malumore- sembra essere tornato il gelo nella Cdl. Il vicepremier Fini parla di "fretta cattiva consigliera" e lascia intendere che sulla politica economica farà valere tutto il suo peso insistendo sulla quesione della collegialità. L'Udc è sulla stessa linea e il premier decide di stringere i tempi.

Il vicepremier, quindi, non arretra e fa anche sapere che il Dpef non sarà approvato prima di metà luglio, lasciando quasi intendere che il ministro Tremonti resta sempre nel mirino.

Vertice notturno da Berlusconi
E dopo un primo "breve e fugace" incontro a strasburgo con Fini, il premier decide di accelerare incontrando nella nottata, in via del Plebiscito, lo stesso Fini, il ministro per le Riforme Umberto Bossi, il ministro delle Politiche Comunitarie Rocco Buttiglione e il sottosegretario Gianni Letta. Secondo quanto si è appreso, sarebbero stati affrontati, nel corso del vertice, sia il tema della devolution, sia quello della cabina di regia della politica economica che dovrebbe essere affidata proprio a Gianfranco Fini.

il primo degli incontri notturni tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini non era servito a risolvere i problemi sul tappeto che anzi si erano complicati dopo la bagarre di Strasburgo che si era trasformata rapidamente in un incidente istituzionale e diplomatico con il premier italiano isolato anche all'interno della sua maggioranza. Se la Lega, infatti, aveva fatto quadrato attorno a Berlusconi, così non era stato per Fini e Follini che, invece, non avevano nascosto tutto il loro disappunto per la sortita di Berlusconi su Schulz.

Un malumore, quello del vicepremier (ma anche del leader dell'Udc) che era venuto a galla gia' nel primo incontro a due con Berlusconi che, secondo quanto si e' appreso, non era, infatti, andato a buon fine, anzi. In An si racconta di un faccia a faccia "andato male", di un vertice che si era chiuso con un "nulla di fatto" dopo un lungo "braccio di ferro" tra i due leader nel tentativo di trovare un "compromesso" tra la istituzione della famosa cabina di regia sulle questioni economiche e il nodo relativo al principio dell"'interesse nazionale" da inserire nella devolution.

Prove di compromesso?
Un principio, quest'ultimo, che tanto sta a cuore ad An (e Udc) quanto e' inviso alla Lega. Sembra che Berlusconi abbia formalmente proposto a Fini una sorta di compromesso: si' alla 'cabina' ma disponibilita' di An ad un ripensamento sulla intangibilita' del principio dell'interesse nazionale. Ma il leader di An avrebbe risposto picche di fronte alla prospettiva di tradire un principio cardine della linea del suo partito. Sulla stessa linea l'Udc secondo cui "si puo' mediare tra interessi e interessi e tra valori e valori ma non tra interessi e valori".

La fumata sarebbe quindi nera -salvo sviluppi- e una conferma sarebbe venuta proprio dall'iniziale silenzio dei due leader e soprattutto dalle parole pronunciate da Fini a Strasburgo: "Non bisogna avere fretta, bisogna approfondire alcune cose, ma con calma perche' la fretta e' cattiva consigliera".

La cabina di regia a Fini?
E nell'ultimo dei vertici notturni sono stati approfonditi, secondo quanto si e' appreso, proprio i poteri di coordinamento economico da attribuire a Fini e anche il ruolo che dovrebbe avere Tremonti il quale guarda con estremo sospetto a quella novita' istituzionale. Tutto questo dovrebbe poi essere trascritto nero su bianco in un documento che suggellera' l'intesa raggiunta e a cui Fini tiene molto. Non c'e' fretta, ha detto Fini. E infatti, anche alla luce del terremoto diplomatico di Strasburgo, l'agenda politica di casa nostra dovra' essere aggiornata. Di certo slitta a data da destinarsi la verifica programmatica. "Oggi i problemi sono altri" chiosa un leader della Cdl. E c'e' addirittura chi ipotizza una riflessione dai tempi lunghi con una verifica rinviata a dopo l'estate.

Intanto Berlusconi continuera' a tessere la tela della diplomazia per individuare, con gli alleati, una soluzione condivisa che riporti la serenita' nella Cdl. In questa ottica si inserisce il vertice di via del Plebiscito.