"Nel 2003 l'inflazione dovrebbe rimanere bassa e stabile nel breve termine". Lo afferma la Banca dei regolamenti internazionali nella sua Relazione annuale, aggiungendo che "quando l'aumento dei prezzi si situa a livelli molto bassi, la deflazione non è distante". Dalle previsioni sul costo della vita, alle valutazioni sull'andamento dei conti pubblici e sulla crescita dell'economia, ecco punto per punto cosa pensano i banchieri centrali di Basilea sullo stato dell'economia mondiale.
"Se l'inflazione è troppo bassa la deflazione non è distante" "Quando l'inflazione si situa a livelli molto bassi" afferma la Bri "aritmeticamente la deflazione non è distante". Quindi, "dato l'attuale basso livello dei prezzi e il grado di incertezza nelle previsioni, la possibilita' di episodi di calo dei prezzi non puo' essere esclusa". La Bri indica tra le possibili cause di deflazione le variazioni connesse al commercio internazionale e i differenziali nell'area euro. "La globalizzazione - si legge nella sua Relazione annuale - ha permesso alle economie emergenti con bassi costi unitari del lavoro di comprimere i prezzi e quindi di 'esportare deflazione"'. L'attenzione e' focalizzata, dicono i banchieri centrali, sulla Cina, dato che nell'ultimo decennio la sua quota sul commercio mondiale si e' piu' che raddoppiata, ma ad oggi sfiora appena il 5%.
"Conti pubblici: è necessario maggior rigore e riequilibrio" La definizione di programmi di disciplina fiscale e il riequilibrio delle finanze pubbliche nel medio periodo sono considerati aspetti di primaria importanza. Secondo la Bri "di recente i disavanzi pubblici si sono ampliati e, in un orizzonte temporale piu' lungo, l'invecchiamento della popolazione nei Paesi industriali avanzati e' destinato a generare spinte al rialzo sulle uscite". Tuttavia, avverte, "i bilanci pubblici presentano una naturale tendenza a temperare le oscillazioni cicliche, e i cosiddetti stabilizzatori automatici dovrebbero essere lasciati liberi di operare, soprattutto nei Paesi in cui il debito pubblico non e' eccessivo".
"Crescita debole e deludente" "Nonostante l'energico stimolo impartito dalle politiche, la crescita nei maggiori paesi industrializzati ha per lo piu' disatteso le aspettative, evidenziando una particolare debolezza in gran parte dell'Europa continentale". Secondo la Br "l'economia mondiale" finora "non e' riuscita ancora a compiere la transizione da un'esitante ripresa a un'espansione sostenuta". La Bri mette poi in risalto come "l'opinione prevalente tra gli analisti e' che vi sara' moderato recupero dell'economia nella seconda parte dell'anno".
"Riformare i mercati dei beni e del lavoro" La Banca dei regolamenti internazionali torna a ribadire la necessita' di riformare i mercati dei beni e del lavoro, condizione che ancora permette agli Usa di trainare l'economia mondiale. Tuttavia i banchieri centrali dell'istituto di Basilea rilevano che "la disoccupazione strutturale e' cresciuta a livelli elevati fino alla meta' degli anni Novanta, ma da allora e' calata in alcuni paesi, con la notevole eccezione della Germania, grazie a efficaci misure dirette a promuovere la creazione di posti di lavoro". "Sebbene l'adozione di talune riforme strutturali rischi di innalzare la disoccupazione nel breve periodo - assicura poi la Bri - essa puo' altresi' liberare una domanda latente accrescendo con il tempo l'occupazione".
"I mercati finanziari in recupero dopo un flessione senza precedenti". I mercati finanziari internazionali hanno iniziato un recupero del terreno perso a partire da marzo 2000, quando e' iniziata a sgonfiarsi al bolla delle quotazioni. Grazie alla brevita' della guerra in Iraq e alle stime favorevoli sugli utili societari. Nella primavera del 2003 e' stata la volta dei mercati azionari, che hanno registrato un rilancio dell'attivita' grazie alla rapida conclusione della guerra in Iraq e alle incoraggianti proiezioni sugli utili delle societa' quotate".