Sembra pace fatta nella Cdl dopo l'intervento del premier in Parlamento sul semestre di presidenza Ue cui è seguito un improvvisato vertice di governo, con una decina di ministri, che si è concluso con baci e abbracci tra Bossi e Pisanu. Il Senatur: "Abbiamo trovato la quadra". Il responsabile del Viminale: "Non c'è mai stata guerra". E Berlusconi conferma: la verifica di governo si terrà la prossima settimana. Sotto la cenere i malumori di An e Udc.
Potrebbe essere arrivato al capolinea lo scontro fratricida che si è consumato in queste settimane all'interno della maggioranza, con la Lega di Bossi nel ruolo di protagonista di affondi indirizzati a destra e a sinistra, ma sempre nell'ambito della coalizione. Al Senatur è evidentemente andato a genio l'intervento del premier che in Parlamento ha definito il Carroccio "il valore aggiunto" della Cdl. "Senza le idee e la volontà riformatrice della Lega Nord - ha detto Berlusconi - la coalizione sarebbe immensamente più povera". Tanto è bastato perché Bossi si riunisse in conclave, subito dopo il discorso del premier, con una decina di ministri (tra cui Gianfranco Fini, Giulio Tremonti, Beppe Pisanu, Maurizio Gasparri e Gianni Alemanno) e con lo stesso Berlusconi per presentarsi poi sorridente alla stampa: "Abbiamo trovato la quadra", ha sentenziato. Baci e abbracci con Beppe Pisanu, che non è stato da meno, quanto ad ostentare una ritrovata armonia con gli alleati di governo che lo hanno sottoposto, negli ultimi giorni, ad un fuoco di fila senza precedenti: "Non c'è mai stata guerra", ha risposto il ministro dell'Interno a chi gli chiedeva se fosse stata siglata la pace con Bossi. "Non c'è stato sangue", ha aggiunto sorridendo. La prossima settimana la verifica di governo Il vertice improvvisato cui ha preso parte mezzo governo si è concluso inoltre con un altro annuncio importante. Il premier ha infatti confermato, smentendo le indiscrezioni secondo le quali l'appuntamento sembrava essere rimandato ad libitum, che la prossima settimana si terrà la "verifica politico-programmatica" invocata da An all'indomani dei deludenti risultati delle amministrative. "Credo che tutti siamo d'accordo nel fare in fretta e chiudere presto questa fase", ha detto Berlusconi riassumendo così il senso del mini vertice di governo avvenuto alla Camera dopo il suo intervento in Aula e annunciando che nelle prossime ore chiuderà il giro degli incontri bilaterali incontrando prima La Malfa, "poi ancora Fini". "Così chiuderò il giro di consultazioni - ha spiegato - tra sabato e domenica sarà pronto il programma di lavoro per il semestre italiano iniziato ieri con Tremonti. E la settimana prossima ci vedremo tutti insieme". Sotto la cenere i malumori di An e Udc Resta ora da vedere come reagiranno An e Udc che nelle ultime ora hanno mostrato un'insofferenza crescente nei confronti del Carroccio, schierandosi a spada tratta contro le intemperanze di Bossi e al fianco di Pisanu. Dopo le ultime polemiche che il capogruppo della Lega Alessandro Cé ha rivolto al ministro Pisanu e al centrista Giovanardi, Rocco Buttiglione, infatti, è arrivato a "non escludere nulla": "Così non si può andare avanti ed è opportuno confrontarsi perché questi comportamenti della Lega non sono tollerabili". "Se qualcuno pensa di intimidirci dicendo o sputate sui vostri valori o facciamo la crisi - ha minacciato - allora di crisi ne facciamo anche due o tre". Malumore anche dentro An: nonostante Fini si era detto "convinto che alla fine la Lega finirà per prendere atto che aldilà di quello che ha detto non può fare altro", nel suo partito sono in aumento i mal di pancia. Per Ignazio La Russa "la verifica è urgente ora più che mai" e per Francesco Storace "è venuto il momento di convocare una riunione della direzione nazionale di An per valutare la situazione e decidere che fare". "Credo che il premier debba assolutamente intervenire se non vuol assistere al degrado continuo della maggioranza e quindi alla sua fine", ha rincarato poi il vicepresidente della Camera Publio Fiori. "Crisi di governo è una parola forte", ha fatto sapere poi il ministro Gianni Alemanno: "Bisogna chiedere alla Lega di smetterla in modo definitivo con questo atteggiamento". Resta ora da vedere se Bossi sarà di parola.