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Sydney: stop al quartiere del sesso

Linea dura sindaco contro prostituzione

Tempi duri per la Pigalle australiana: King Cross, uno dei quartieri a luci rosse più celebri del mondo subirà un giro di vite deciso dal nuovo sindaco della City of Sydney, Lucy Turnbull. Proibirà infatti le nuove attività commerciali legate all'industria del sesso. "L'intensificarsi del commercio a luci rosse ha avuto un brutto effetto sulla comunità locale e vogliamo cercare di provvedere", sostiene la donna.

Il quartiere era da tempo nel mirino della nuova amministrazione da quando ne aveva assunto il controllo dal comune vicino, il South Sydney, all'inizio di maggio, grazie ad una ridistribuzione dei confini del territorio. Del resto la zona era diventata il centro della prostituzione e del traffico di droga.

Il consiglio comunale ha perciò approvato una "politica anti-grappolo" che impone una distanza minima di 75 metri fra due stabilimenti a luci rosse, e impedisce sia l'arrivo di nuovi club di spogliarello, bordelli e negozi per adulti, sia l'ampliamento delle attività esistenti nella zona che non riguardano il sesso. Tali misure non sono però retroattive e per questo il business esistente non subirà modifiche di rilievo. L'amministrazione ha inoltre stanziato 20 milioni di euro per migliorare le strade, i marciapiedi e le infrastrutture pubbliche della zona, per trasformarla in un quartiere "a modo".

C'è chi però avversa una tale rivoluzione: per Frank Amante, manager dello storico night club "Porky's", la strategia rischia di compromettere la vitalità del distretto che ha poi aggiunto: "Se gli strip club dovessero chiudere, tutti andrebbero al fallimento".