Svolta nell'inchiesta sull'omicidio di Teresa Lanfranconi, la 16enne uccisa mercoledì a Mariano Comense. I carabinieri hanno fermato a Gardaland un 20enne, Giovanni Gambino, di Anzano del Parco. Il procuratore di Como ha confermato: "E' lui l'assassino". Il giovane, preso dopo una denuncia di scomparsa fatta dai genitori, sarebbe stato trovato in possesso del cellulare della vittima. All'uscita dalla caserma, la folla ha tentato di linciarlo.
Calci alle vetture dei carabinieri, urla e strepiti all'uscita dele gazzelle dei carabinieri dalla caserma. Le due auto passano a stento e quando poco più in là si devono bloccare ad un incrocio, si scatena il finimondo. La folla si mette a correre per raggiungere le macchine, i carabinieri tentano di fermarla, ma non ce la fanno. Si respira aria di linciaggio. Ma qualche secondo prima che venga raggiunta, l'auto con a bordo il ragazzo ritenuto responsabile dell'omicidio di Teresa Lanfranconi, riesce a ripartire.
Un ventenne che abita a pochi chilometri di distanza da Mariano Comense, dunque, il presunto killer di Teresa. Un ragazzo con qualche problema, che forse aveva da tempo messo gli occhi sulla più bella del paese. Gli inquirenti sono sicuri che sia stato lui ad uccidere la 16enne. Poi è saltato sul primo treno di passaggio, ha abbandonato la borsa della ragazza nei bagni della stazione centrale di Milano, ha raggiunto sempre in treno Gardaland, vicino Peschiera del Garda, la città dei divertimenti. E lì è stato bloccato dai carabineri di Mariano Comense.
Applausi davanti alla caserma per i carabinieri e il procuratore capo della Repubblica di Como, Alessandro Lodolino, che in poco tempo hanno risolto il giallo. Da quanto si è apreso, oltre al cellulare di Teresa, il ragazzo, capelli tagliati molto corti e una t-shirt grigia senza maniche, avrebbe avuto con sé anche un coltellino.
"Abbiamo raccolto molti elementi", hanno detto i carabinieri, che sarebbero arrivati al giovane dopo una denuncia di scomparsa. Pare, infatti, che il giorno dopo l'omicidio i genitori del giovane si sarebbero presentati nella caserma di Mariano Comense per raccontare che il figlio non era rientrato a casa dalla sera prima. L'intuizione di un carabiniere ha fatto collegare la sparizione del giovane all'omicidio di Teresa Lanfranconi. Da qui all'arresto il passo è stato breve.