All'indomani delle grandi speranze di pacificazione del Medioriente offerte dal vertice di Aqaba, il presidente palestinese Yasser Arafat "gela" gli entusiasmi, bollando gli impegni presi da Israele sull'applicazione della Road Map come "nulla di tangibile". In attesa che il premier Abu Mazen gli riferisca di persona i risultati del summit in Giordania, Arafat ha detto ai giornalisti che purtoppo Sharon non ha offerto nulla di concreto.
"Qual è il significato di rimuovere dei caravan da un posto, per poi dire: 'ho smantellato un insediamento'?", si è chiesto il presidente dell'Autorità Palestinese, parlando con dei giornalisti nel suo quartier generale di Ramallah.
Abu Mazen incontrerà Arafat nel suo quartier generale semidistrutto a Ramallah (Cisgiordania). Si tratta solo del preludio ad un'intensa attività diplomatica, sia interna all'Autorità Nazionale Palestinese, sia nei contatti con Israele. La radio di stato israeliana ha infatti riferito che Abu Mazen e Sharon dovrebbero tornare a incontrarsi nei prossimi giorni, per il loro terzo faccia a faccia in meno di un mese.
Secondo l'emittente, Abu Mazen dovrebbe illustrare a Sharon le misure che il nuovo ministro della sicurezza interna palestinese Mohamed Dahlan intende adottare per arrestare le violenze, dopo che lo stesso Abu Mazen ha annunciato ieri ad Aqaba l'intenzione del suo governo di intraprendere "tutti gli sforzi per una smilitarizzazione dell'Intifada".
Intanto sono già centinaia i dimostranti che hanno inscenato a Gaza una manifestazione a sostegno del presidente palestinese, Arafat, richiedendo inoltre il rilascio dei prigionieri dell'Intifada reclusi nelle carceri israeliane. La manifestazione è sta indetta da Al Fatah, che ha portato i dimostranti in corteo verso il centro di Gaza, fino a raggiungere la sede del Consiglio legislativo, il
Parlamento palestinese, scandendo slogan in favore di Arafat.