Sì di Israele a due Stati palestinese (ad interim e completamente demilitarizzato) e israeliano fianco a fianco. Impegno palestinese a far cessare l'uso delle armi per l'intifada e via libera immediato della Road Map. E' questo il risultato del vertice a tre tra Bush e i premier Sharon e Mazen, ad Aqaba, in Giordania. "C'è una nuova opportunità di pace, basata sulla visione del presidente Bush, sulla Road Map, che noi abbiamo accettato" ha detto Mazen.
Il piano voluto dal presidente americano, che prevede uno Stato palestinese ad interim da creare entro la fine del 2003 e uno Stato con confini permanenti entro il 2005, comincia quindi a prender forma.
Da un lato, Israele è favorevole "alla visione del presidente George Bush" relativa a due Stati, Israele e uno Stato palestinese, uno accanto all'altro, come detto dal premier Ariel Sharon. E comprende la necessità che il futuro Stato palestinese disponga di una adeguata "continuità territoriale". Ma Sharon insiste sul fatto che la futura Palestina dovrà essere "tra le altre cose, completamente demilitarizzato; e che questa nazione sarà la casa della diaspora palestinese e che ai rifugiati palestinesi non sarà permesso di risiedere all'interno dei territori israeliani". Intanto, Sharon annuncia l'immediato avvio della rimozione degli insediamenti ebraici "non autorizzati". Ma al contempo ribadisce che "Non ci puo' essere alcun compromesso con il terrorismo" e che "Israele assieme con le Nazioni libere continuera' a combattere il terrorismo, fino alla sua sconfitta definitiva".
Dal canto suo, il premier dell'autorità palestinese Abu Mazen, ha chiesto ai palestinesi di non usare armi per l'intifada e ha denunciato la violenza contro gli israeliani. "Faremo tutti gli sforzi per una smilitarizzazione dell'Intifada. L'Intifada deve terminare... Rifiutiamo e condanniamo il terrorismo" ha dichiarato aggiungendo che il suo popolo rinuncerà al terrorismo contro gli israeliani "ovunque si trovino". Il nuovo Stato palestinese, secondo Mazen, sarà indipendente, e instaurerà "rapporti di buon vicinato con tutti, Israele compreso". "Riattiveremo e rinvigoriremo il dialogo tra la Palestina, Israele e gli Stati Uniti contro l'incitamento alla violenza. Applicheremo lo stato di diritto e cercheremo di consolidare l'autorità di governo per formare la basi di uno stato democratico" ha precisato il primo ministro. Mazen ha detto poi che il suo popolo è pronto a iniziare subito l'attuazione della Road Map, l"itinerario di pace tracciato dal Quartetto (Usa, Russia, Ue, Onu). "Noi attueremo (la Road Map) con determinazione e senza compromessi. Inizieremo immediatamente".
Chiudendo le dichiarazioni dopo il vertice trilaterale, il presidente Bush ha commentato l'esito della giornata definendo le concessioni fatte da israeliani e palestinesi come "importanti e immediati progressi verso la pace". Bush ha ribadito l'attaccamento americano alla sicurezza di Israele e alla libertà del popolo palestinese e ha chiesto che "la terra Santa sia divisa tra Israele e Palestina". La soluzione del problema di pace, inoltre, secondo il presidente, passa dal problema delle colonie. Bush non si fa illusioni: "E' un percorso difficile, ma so anche che alla fine la pace vincerà" ha aggiunto. Quanto ai prossimi passi concreti, il presidente statunitense ha annunciato che una missione sul terreno sarà immediatamente avviata, sotto la guida dell'ambasciatore John Wolf, per verificare i progressi fatti nell'attuazione della Road Map.