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Montgomery non incanta Milano

Fiona May terza nel salto in lungo

Gli occhi erano tutti per lui e alla fine Tim Montgomery non ha tradito le attese vincendo la finale dei 100 metri piani. Al Meeting del Grand Prix Iaaf all'Arena di Milano, dove era presente un folto pubblico, lo sprinter statunitense è rimasto ben lontano dal suo record di 9"78 che l'ha fatto diventare l'uomo più veloce del mondo. Per quanto riguarda i colori azzurri, da segnalare il bel rientro di Fiona May che è giunta terza nel salto in lungo.

Si è presentato sui blocchi con il pettorale numero 978, con le virgolette tra il 9 e il 7 a ricordare il primato mondiale dei 100 metri stabilito lo scorso settembre a Parigi. Ma Montgomery, attesissima stella della Notturna milanese, ha confermato di essere ancora piuttosto lontano dalla stato di forma che gli permise quello straordinario exploit. Lo sprinter statunitense ha corso prima la batteria in 10"20, facendosi battere di un centesimo dal nigeriano Deju Aliu, per poi vincere la finale in 10"11, proprio davanti allo stesso africano; sesto posto per Simone Collio con un più che discreto 10"38. Montgomery è apparso poco fluido in partenza e senza la capacità di distendersi efficacemente sul lanciato.

Segnali positivi sono arrivati dalla May, altra atleta in cerca di risposte importanti. La lunghista anglofiorentina ha colto proprio all'ultimo tentativo la misura di 6.55, risultato che va al di là di quanto lei stessa si era posta come obiettivo per il meeting lombardo. La gara del lungo è stata vinta dalla brasiliana Maurren Higa Maggi con 7.06, migliore prestazione mondiale stagionale. Sale in cima alle classifiche del 2003 anche il sorprendente ucraino Ivan Heshko, che si è imposto nei 1.500 metri in 3'33"67 grazie a una potentissima volata finale. Secondo crono dell'anno, invece, per l'etiope Merima Denboba nei 3.000 donne (8'47"68) e per l'etiope Eliud Kipchoge nei 5.000 maschili (13'11"01). Bene anche l'azzurro Christian Obrist, ottavo con un interessante 3'36"36. In chiave italiana segnali positivi anche da Alessandro Cavallaro, terzo sui 200 in 20"68, tempo che non avvicinava da circa due anni, e da Alessandro Talotti, secondo nell'alto con 2.24 (stessa misura del vincitore Abderrahmane Hammad) dimostrando di valere tranquillamente i 2.28 anche all'aperto.