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Sono di scena le sexy-dolls

Milano scopre le bambole

Signorine poco vestite ma anche boscaioli muscolosi, supereroi, fantasie sado-maso e statue life-size. Milano scopre le bambole: per i grandi, però! E che bambole e bambolotti! Dalle dark ladies desnude, alle sculture sado-maso. Dai campioni di basket ai Big Jim molto big, per nostalgici dei Villane People. E poi mostri, supereroi del brivido e star dell’horror.

Milano è piena di pupazzi. A Napoli sotto Natale (ma non solo) ci sono altri pupazzi, nelle botteghe di San Gregorio Armeno si possono trovare “i statuett po’ o presepio” più incredibili, attualizzate alla cronaca e al costume. Maradona e Lady D, Berlusconi e Madre Teresa, Di Pietro e i Savoia formato bonsai, attendono in compagnia dei Re Magi, la nascita del Bambino Gesù. A Milano no. Qui non si usa più. Più facilmente però, puoi incontrare un Devil-Man alto due metri e passa, un Magic Johnson di 16 centimetri o una Plasmate grande poco più di una Barbie. Statue da collezione, action figures, bamboline per adulti. Perché chi acquista questi oggetti solitamente non è un bambino, piuttosto un maggiorenne vaccinato (dai 25 ai 40 anni circa) con una spiccata vocazione swiftiana.
Sport, cinema, comics, sesso e orrore, questi sono i temi. Pezzi numerati e in serie limitata o produzioni industriali da decine di migliaia di copie. Ce n’è per ogni gusto. Per ogni tendenza. Per ogni innocente perversione. Il cestista Kwane Brown, aggrappato al canestro. Il running-back Curtis Martin in rotta touchdown. Giocatori di hockey in cerca del puck. Personaggi di Clive Barker e di Quentin Tarantino, macchiati di sangue cinematografico.

Janis Joplin in estasi. Marilyn Manson in ecstasy. Una scena sado-maso con frusta e catene. I machos omosex di Tom of Finland in pose plastiche. La Persea di Manara e una donnina di manga a luci rosse con tutte le sensualissime loro curve, nei posti giusti. Pupi, poponi, miniature, modellini. Forse sono un’evoluzione no-war e non belligerante dei soldatini d’antan, questi personaggi di mondi paralleli e lillipuziani. Nell’attesa di essere acquistati, abitano le vetrine delle fumetterie, i ripiani dei negozi di oggettistica erotica, gli anfratti di videoteche specializzate in film splatter, gli scaffali di magazzini che offrono il meglio delle produzioni del Sol Levante (sars permettendo). Da Sex-Sade (via A.Q. Secchi, angolo Buenos Aires), fetish & fantasy shop, unico tempio milanese per i cultori della seconda pelle, per esempio, ci sono numerose statuine made in Belgium. Le pose stigmatizzano gioie e umori. Uomini e donne appesi, a quattro zampe, mascherati e inguainati nel latex si producono in miniperformance da tavolino, e diventano complementi d’arredo, portaincensi, pro memoria di pensierini hard tra piume di struzzo e paillettes. Da La Borsa del fumetto (via Lecco), c’è un Jerry Garcia con la sua chitarra stellare e la falange mancante, solo soletto senza Grateful Dead, tra una girl dei tempi di Conan e una dei tempi di Woodstock.

Ma sono davvero oggetti per adulti? Secondo Gianfranco Greco, creatore della Greco Collection, lo sono certamente, se si pensa che gli action figures costano mediamente 20 euro l’uno, ma le serie nuove escono con sei/dodici pezzi e il collezionista vuole averli tutti e subito. Le statue da collezione poi, più preziose, hanno prezzi che vanno dai 60 ai 250 euro circa. Ma qual è l’identikit di un collezionista? Solitamente i soggetti erotici sono nascosti, anche sotto il letto, in quanto il collezionista è geloso per indole. Per cui le donnine le espone con riluttanza. Le scatole che li racchiudono, poi, a volte sono bellissime, così spesso non si aprono nemmeno e i pupazzi non prendono neanche un po’ di polvere. Normalmente questi pupazzi sono fatti di poliresina, mentre i prototipi si scolpiscono in creta e con un materiale che si chiama milliput, che sono plastiche non velenose secondo i rigidi parametri richiesti dall’Associazione Giocattolo Sicuro. Insomma un vero universo da esplorare.