"Sì, lavorerò ancora con Lars von Trier per altri due film". Dopo la proiezione di "Dogville", accolto con entusiasmo dai giornalisti presenti alla 56esima edizione del Festival di Cannes, l'attrice australiana ha rivelato i prossimi progetti che la legheranno al geniale regista danese. La Kidman, infatti, sarà protagonista anche dei due capitoli conclusivi della trilogia che von Trier dedicherà all'America.
"Era dai tempi di 'Le onde del destino' che desideravo lavorare con lui, ne ero rimasta affascinata", ha dichiarato la star che ha detto di aver accettato la proposta del regista senza pensarci un istante: "Di qualsiasi cosa si fosse trattato - ha affermato Nicole - sapevo che ne sarebbe valsa la pena".
Intuizione giusta, visto il buon riscontro che il film ha avuto al festival da parte della critica e l'intenzione rivelata dalla stassa Kidman di proseguire l'avventura con il grande, e difficile, maestro danese.
Sul rigore che von Trier pretende sul set ne sa qualcosa Bjork, protagonista di "Dancer in the Dark" che nel 2000 vinse la Palma d'Oro. La cantante islandese, estenuata dalle pretese del regista, arrivò ad abbandonare il set in preda a una crisi isterica.
Sembra, al contrario, che fra la Kidman e von Trier le cose siano andate molto meglio. Lavorare con lui non è stato in "inferno", come dichiarò la stessa Bjork in occasione della presentazione del film sulla Croisette, ma un'esperienza entusiasmante, fatta senza alcun pentimento: "Nemmeno - ha dichiarato la Kidman - quando non capivo che film stavo girando. Mi sono lasciata trasportare da von Trier ed è stata la scelta giusta".