Lo stato maggiore dell'esercito algerino ha smentito ufficialmente le voci della liberazione dei 15 ostaggi europei ancora nelle mani di un gruppo terrorista islamico, precisando tuttavia che tutti gli sforzi sono fatti per giungere al loro rilascio. Poche ore prima sembrava che una comitiva di tedeschi fosse stata liberata da un blitz militare, che avrebbe provocato anche vittime e feriti.
Così, le speranze accese tra i familiari dei viaggiatori che erano partiti a fine febbraio si sono di colpo spente. L'illusione era stata data dall'agenzia tedesca Dpa, secondo la quale le forze speciali di Algeri avrebbero condotto due diverse operazioni in una zona montagnosa del Sahara algerino, 150 chilometri a nord ovest di Illizi, liberando due gruppi di turisti per un totale di una trentina di persone.
La settimana scorsa erano stati liberati dieci austriaci, sei tedeschi e uno svedese e ci si augurava che la brutta avventura sarebbe finita presto anche per gli altri viaggiatori europei ancora nelle mani dei terroristi algerini. Ma, in realtà, sulla loro liberazione sono rimasti alcuni punti oscuri. Secondo le autorità algerine, la liberazione sarebbe stata frutto di un sanguinoso scontro a fuoco tra i militari e i sequestratori, aderenti a un movimento legato ad Al Qaeda, il Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento. Mentre, stando a quanto riportato in seguito da Radio France International, era semplicemente stato pagato un riscatto.