sport

Pirlo: "Vogliamo la Coppa Italia"

"Ma attenzione alla Roma"

Raggiunta la finale di Champions e archiviata la pratica Bologna in campionato, il Milan si tuffa nella finale di Coppa Italia (martedì sera). Andrea Pirlo è convinto che la sua squadra non snobberà l'avvenimento: "Siamo arrivati fin qui e vogliamo vincere - ha detto - Attenzione però alla Roma: ha mostrato un buon calcio, ha una rosa di ottimi giocatori e le è rimasto soltanto questo obiettivo. E poi vorrà fare bella figura all'Olimpico".

Un recupero lampo, giusto in tempo per giocare le partite più importanti della stagione: "L'infortunio si è rivelato meno grave del previsto anche se, in realtà, ho ancora una piccola frattura alla rotula - ha ammesso - Mi dà ancora un po' fastidio, in allenamento e in partita, però sopporto il dolore. A fine stagione, poi, deciderò se operarmi. Fisicamente, comunque, non pensavo di stare così bene. Ancelotti mi ha dato l'opportunità di tornare in campo, e ora sto cercando di riacquistare la condizione migliore anche dal punto di vista mentale. C'è comunque ancora tempo per lavorare e per arrivare al top in vista della finale di Manchester".

L'unica piccola arrabbiatura di Ancelotti è dovuta a quel rigore che Pirlo ha lasciato battere a Inzaghi: "Pippo mi ha chiesto di tirarlo per realizzare il trentesimo gol della stagione: potevo tirarlo io, e invece gliel'ho lasciato. Negli spogliatoi, il tecnico si e' un po' arrabbiato con Inzaghi. A me ha solo detto che avrei dovuto calciarlo io". Nel primo tempo, infatti, Pirlo si era confermato assoluto specialista dei rigori, con l'ottavo centro su otto penalty battuti quest'anno, con quel 'cucchiaio' che ha mandato su tutte le furie Pagliuca: "Ma io non volevo assolutamente prendere in giro nessuno - spiega - prima della partita, ci eravamo anche salutati. E' solo un modo diverso di calciare un rigore, ma l'efficacia è la stessa. Ognuno tira come vuole. Tra l'altro eravamo sullo 0-0, mi sono preso anche una bella responsabilità. Lo rifarei a Manchester? Dipende dal momento, è una cosa che senti lì per lì, arrivi sul dischetto e guardi cosa fa il portiere: se si butta prima, puoi fargli il cucchiaio. Certo, con Buffon in porta magari sarebbe più difficile, visto che lui resta in piedi fino alla fine".

A Roma torna volentieri anche Andriy Shevchenko, visto che i milanisti impararono a apprezzarlo davvero proprio all'Olimpico, dove rifilò una tripletta alla Lazio nel 4-4 del 3 ottobre '99. E, a quei tre gol, se ne aggiungono altri tre segnati dal bomber ucraino nello stadio romano: "Ci teniamo a vincere il trofeo - ha detto Sheva - dunque sarà importante fornire una bella prestazione. Toccherà a diversi giocatori che non sono stati impegnati in campionato, ma questa squadra è in grado di fare bene con chiunque. E quando arrivi a questo punto, con diversi traguardi in ballo, la stanchezza scivola via senza lasciare traccia".