politica

"Sostenere la natalità nel Dpef"

Maroni: in Italia il tasso più basso Ue

Il ministro del Welfare Roberto Maroni ha annunciato che nel prossimo Dpef il governo potrebbe stanziare "un contributo finanziario" diretto a sostenere la natalità, che nel nostro Paese fa registrare "il tasso più basso d'Europa". I destinatari, ha sottolineato, verranno individuati "in modo indistinto", ovvero a prescindere dal reddito. Ai contributi potrebbero accedere anche le famiglie cosiddette "di fatto".

Intervenendo alla Camera al convegno organizzato dal Forum delle associazioni familiari in occasione della Giornata internazionale della famiglia, il ministro del Welfare ha dunque annunciato che il governo sta studiando l'ipotesi di inserire nel prossimo Documento di programmazione economica e finanziaria "un contributo finanziario diretto a sostegno della natalità, per elevarne il tasso" e portarlo sui livelli europei.

Eguagliare la media europea nei prossimi dieci anni
Il tasso di natalità del nostro Paese, ha infatti spiegato Roberto Maroni, "è il più basso d'Europa" e l'obiettivo è "di passare dall'1,25 attuale alla media europea dell'1,55 nei prossimi dieci anni", guardando all'esperienza degli altri paesi, in primo luogo la Francia che finanzia direttamente con un contributo a fondo perduto di 800 euro la nascita di nuovi figli.

"Questa politica - ha osservato il ministro - potrebbe essere una strada da seguire, aumentando l'incentivo perché noi abbiamo un problema maggiore di quanto ha la Francia".

Contributi a prescindere dal reddito
e anche per le coppie di fatto
La proposta che il governo starebbe studiando potrebbe essere messa  a punto in tempo utile per il prossimo Dpef  anche se "gli importi non sono stati ancora quantificati" e si sa solo che non ci saranno limiti per accedere a questi contributi perché, ha spiegato il responsabile del Welfare, "se l'obiettivo è di elevare il tasso di natalità ciò va fatto in modo indistinto per tutti a prescindere dal reddito".

Nella platea dei destinatari potrebbero poi rientrare anche le famiglie di fatto in quanto, ha chiarito il ministro, "questo è un intervento a sostegno della natalità che è diverso dalla famiglia" e quindi "il panorama di intervento è più ampio di quello della famiglia disciplinata dall'art. 29 della Costituzione".