cronaca

"Conobbi killer di Milano in chat"

Giornalista racconta incontro Calderini

Nelle chat si faceva chiamare Almostblue, come il titolo di un libro sui serial killer di Carlo Lucarelli. Si spacciava per esperto di pc e diceva di amare il jazz e le auto veloci. Questo il ritratto di Andrea Calderini, il giovane che ha ucciso la moglie e la vicina di casa e poi ha sparato all'impazzata dal balcone a Milano, nel ricordo di Elena Porcelli, giornalista di Panorama che, dopo averlo conosciuto in Rete, accettò un appuntamento al buio.

L'incontro "pericoloso" risale a tre anni fa. "Mi ero iscritta in una specie di gioco delle coppie - scrive la giornalista - Inserivi nel sito età, caratteristiche fisiche, titolo di studio, un breve annuncio e saltavano fuori gli pseudonimi delle persone che il computer riteneva compatibili con te". In questo caso la persona era proprio Calderini.

"Nel giro di una settimana - scrive la giornalista - ci siamo scambiati le fotografie e una decina di messaggi". E aggiunge: "Ci teneva a farmi capire che aveva molti soldi. Mi ha raccontato di un incidente in moto che lo aveva lasciato due mesi in coma, lo costringeva a prendere analgesici". Poi l'appuntamento in Duomo, di pomeriggio. "L'ho aspettato per mezz'ora, poi ho telefonato. Con una voce sgradevole, nervosa, mi ha detto di raggiungerlo in via Silvio Pellico".

Almostblue-Calderini l'aspettava in una Smart nera. Le chiese di salire, rifiutò. E lui si congratulò. "Sembrava preoccupatissimo per i rischi che potevo correre". "A prima vista - scrive la giornalista - Andrea non mi ha fatto una buona impressione, un po' per il suo sguardo, un po' per la voce, ma ho pensato: Ormai sono qui, tanto vale fare due chiacchiere".

L'arrivo in un bar. E una lunga conversazione. Calderini spiegò di aver preso il suo nickname da una canzone di Chet Baker e disse di non conoscere il libro. "Su Internet si era spacciato per appassionato di gialli", nota la giornalista. Poi una gaffe. "Alla fine del nostro incontro si è scusato per il ritardo: Sai arrivo da casa in zona fiera e c'era traffico. Questa volta non ho fatto finta di nulla e gli ho chiesto: Scusa, se stai in Fiera perché mi hai scritto che vivi in un appartamento supertecnologico in centro? Per un attimo i suoi occhi si sono accesi d'ira...".