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"In Iraq 3.000 militari italiani"

Martino:"Il comando sarà a Bassora"

Sono circa 3.000 i militari che faranno parte del contingente italiano per l'Iraq. Lo ha annunciato il ministro della Difesa, Antonio Martino, al Senato. Il ministro ha specificato che "la maggior parte dei militari non sarà impiegata direttamente sul terreno, bensì nei transiti aerei e marittimi". L'area di responsabilità sarà nel sud del Paese e il comando del contingente italiano si installerà nella città di Bassora.

l contingente militare italiano in Iraq restera' sotto il comando operativo del capo di stato maggiore della Difesa, ma Martino ha fatto sapere che "il comando divisionale britannico, con sede a Bassora, esercitera' il controllo operativo in tutta la Regione meridionale, con irrinunciabili funzioni di coordinamento organizzativo e operativo tra le forze dei vari contingenti internazionali" impegnati nel settore, italiani compresi.

"Il comandante della missione - ha aggiunto Martino - assicurera' l'unitarieta' di comando su tutte le forze nazionali e, contemporaneamente, avra' lo specifico compito di verificare che esse siano impiegate nel rispetto del regime delle deleghe in atto, cioe' esclusivamente per il soddisfacimento della missione assegnata e per quelle capacita' operative approvate dall'autorita' di Governo, cui risalgono le decisioni per eventuali deroghe o impieghi diversi".

Saranno impiegati "solo militari professionisti, e molti gia' esperti di altre aree di crisi", nell'operazione in Iraq, che e' stata denominata "Antica Babilonia". Il contingente "di media dimensione e di elevata qualita"' vedrà anche la partecipazione delle donne.

Le forze in campo

Martino ha confermato che del contingente italiano per l'Iraq faranno parte aliquote di tutte le forze armate, con specialisti di varie discipline, quattro navi, aerei e elicotteri.   L'Esercito - ha spiegato il ministro - fornira', tra l'altro, un comando brigata "in grado di gestire unita' di altre nazioni"; elicotteri, unita' del Genio "per interventi sulla viabilita', di sminamento" ed altro; una compagnia di Difesa Nbc per verificare la presenza di aggressivi chimici e i livelli di radioattivita'. 

La Marina, ha proseguito Martino, mettera' in campo una unita' anfibia per il trasporto di equipaggiamenti e mezzi, il supporto logistico e il sostegno operativo, con 2-3 elicotteri imbarcati. Sulla nave ci sara' anche un ospedale e una compagnia del reggimento San Marco. Sara' impiegato anche un gruppo cacciamine, composto da tre navi, "per assicurare la navigabilita' e, quindi, l'arrivo degli aiuti via mare", nel porto di Umm Qasr. 

Per l'Aeronautica e' prevista una componente del Genio aeronautico, una componente elicotteri con capacita' di ricerca e soccorso ed una componente con capacita' di gestione e supporto delle operazioni aeroportuali. L'Aeronautica assicurera' anche i trasporti sul posto. 

L'Arma dei carabinieri, infine, "contribuira' all'operazione - ha aggiunto Martino - con elementi di polizia militare e con una unita' specializzata multinazionale (Msu), che operera' nel settore italiano, con l'orientamento ad intervenire, ove necessario, in tutto il settore britannico e che sara' in grado di gestire eventuali contributi di altri Paesi".