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Champions: Milan in finale

Al Meazza finisce 1-1

Finisce 1-1 la gara di ritorno di Champions League tra Inter e Milan. Risultato che, in virtù dello 0-0 dell'andata in casa dei rossoneri, qualifica la squadra di Ancelotti. Gara piuttosto nervosa (5 ammoniti), con equilibrio spezzato da Shevchenko al 46'. Nella ripresa Cuper inserisce Martins che, all'83', riporta in parità la partita. L'Inter spinge sull'acceleratore sino alla fine, ma il risultato non cambia. A Manchester va il Milan. 

La partita
Saranno contenti gli spagnoli, che potranno insultare il nostro calcio a dovere e parlare o sparlare il più possibile di catenaccio all'italiana. Non importa. Non importa perché le emozioni che Inter e Milan e Milano sanno dare nei 90' del derby più importante della loro storia sono qualcosa che, comunque, valgono il prezzo del biglietto. Difficile, in questo senso, spiegare che certe tensioni non producono mai un gioco obiettivamente gradevole. E impossibile spiegare cosa possa accadere, in un tifoso qualunque, a giocarsi tutta una storia in una partita. Non capiranno e, francamente, è la cosa meno importante. Poi è vero che Inter e Milan non giocano bene. E' vero che quando i Gattuso o i Cristiano Zanetti fanno un figurone così i colpi di tacco sono utopia. Ma il calcio è anche questo. Varrebbe la pena che lo capissero prima di incappare, nell'eventuale finale (c'è ancora la Juve), in una figuraccia. Fatto sta che Inter e Milan se la giocano nell'unico modo possibile, lottando su ogni pallone come fosse l'ultimo e attaccando la rivale con una certa paura. Questo al di là delle scelte tecniche del prepartita. Uno spregiudicato 3-5-2 per Cuper. E il solito 4-3-1-2 per Ancelotti, che, però, preferisce la manovra di Pirlo all'azione in interdizione di Ambrosini. Tradotto, stiamo attenti ma giochiamo. E così è, Inter e Milan giocano. Non tirano manco a pagarli, va detto, ma giocano eccome. Prima quasi solo i rossoneri, poi, a partire dalla seconda parte del primo tempo, di più, e meglio, i nerazzurri. La cronaca, nonostante l'impegno, è ridotta al lumicino. Tre angoli senza successo in avvio (nei primi 4') per il Milan, un tiraccio da buona posizione di Gattuso che si spegne altissimo (10'), un altro destro di Crespo al 13' su imbeccata di Materazzi (molto bravo) e un tiro a lato di poco di Sheva al 23'. Quasi nient'altro: qualche contrasto ruvido, le ammonizioni di Di Biagio (già diffidato), Gattuso, Inzaghi e Rui Costa e il saldo di fine stagione dell'ucraino che cambia volto alla partita. E' il minuto 46: verticalizzazione di Seedorf, dribbling di Shevchenko su Cordoba e destro sotto la traversa sull'uscita di Toldo. 1-0 e palla al centro. Con tanto di qualificazione ipotecata.

La risposta di Cuper è l'Inter d'assalto della ripresa con Martins e Dalmat al posto di Recoba e Di Biagio. Tanto non basta per far decollare la gara. Da una parte (quella nerazzurra) perché l'accrescere della tensione produce molti errori in fase di disimpegno. Dall'altra perché il gol di vantaggio consiglia prudenza ai rossoneri e permette loro di giostrare comunque con maggior serenità. Al 54' un'incursione centrale di Javier Zanetti è conclusa con un destro che Abbiati controlla senza problemi. Al 61' è il solito Shevchenko a mettere i brividi ai tifosi nerazzurri con un destro a girare che non trova la porta per questione di centimetri. Un minuto dopo è invece Conceiçao a non centrare la porta da buona posizione. La partita la fa l'Inter, e ci mancherebbbe. Ma il Milan difende con ordine e rischia poco. La necessità di coprirsi meglio consiglia però ad Ancelotti l'inserimento di un incontrista, Ambrosini, al posto di Rui Costa. Cuper risponde al 71' con Kallon per lo spento (e arrabbiatissimo) Crespo, cosa che, se non altro, è sufficiente all'Inter a procurarsi un paio di corner consecutivi. All'83' Martins riapre la partita raccogliendo un destro svirgolato di Costacurta e battendo Abbiati in uscita. Il finale è da infarto. All'85' Emre scarica altissimo un sinistro dal limite. All'87' la palla buona l'avrebe Kallon, ma il suo destro è deviato in angolo da Abbiati in uscita. Passa un minuto e Cordoba constringe il portiere rossonero ad un'altra deviazione difficile dopo un cross dalla sinistra di Conceiçao.

Non basta: il Milan controlla fino al termine della partita e si guadagna un biglietto di prima classe per la finale di Manchester. L'Inter archivia anche questa stagione alla voce fallimento e si prepara all'ennesima rivoluzione. Il matrimonio tra Cuper e l'Inter è in dirittura d'arrivo. Ancelotti rinnova invece il suo con il Milan. Tutto in una partita. La partita del secolo.


La curiosità
In periodo di austerity, anche i tifosi nerazzurri decidono che è arrivato il momento di risparmiare e ripresentano la stessa coreografia del derby di campionato. Scelta giusta, alla faccia dello spettacolo.


Il migliore
Shevchenko 7.5:
fa reparto da solo. Realizza il gol che garantisce al Milan la qualificazione ed è l'unico attaccante milanista a tirare in porta. Non sarà forse l'uomo ideale per giocare al fianco di Inzaghi, ma è sicuramente un attaccante sempre pericolosissimo.

Il peggiore
Recoba 4:
invisibile. Tocca il primo pallone dopo 17' e non si fa vedere unan volta che sia una al tiro. Sbaglia sempre le partite importanti.


Le formazioni
Inter (3-5-2):
Toldo; Cordoba, Materazzi, Cannavaro; J. Zanetti, C. Zanetti, Di Biagio (46' Dalmat), Emre, Conceiçao; Recoba (46' Martins), Crespo (71' Kallon). All. Cuper
Milan (4-3-1-2): Abbiati; Costacurta, Nesta, Maldini, Kaladze; Gattuso, Pirlo (88' Brocchi), Seedorf; Rui Costa (64' Ambrosini); Shevchenko, Inzaghi. All. Ancelotti


Voto all'arbitro
Veissiere (Fra) 7:
Non sbaglia nulla. Gestisce l'incontro con intelligenza stemperando i nervi con l'utilizzo dei cartellini quando necessario.


Voto alle squadre:
Inter 6
Milan 6.5


Voto alla partita: 6