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Manovra, via libera alla cannabis light: 3mila attività restano aperte

Grazie a un emendamento alla legge di Bilancio negozianti, aziende agricole e produttori possono tirare un sospiro di sollievo: salvati 2mila posti di lavoro

"Ce l'abbiamo fatta! È stata un'opera di convincimento di quasi due settimane e ci sono volute 15 ore di fila", Sono le parole di esultanza di Matteo Mantero. senatore del Movimento 5 Stelle, dopo il passaggio di un emendamento alla Manovra che legalizza la vendita di cannabis light a basso contenuto di Thc. Negozianti, aziende agricole e produttori, circa 3mila in Italia, posso quindi tirare un sospiro di sollievo.

Come specifica La Stampa, il principio attivo deve essere inferiore allo 0,5%. In questo modo la cannabis risulta prima di effetti psicotropi e di conseguenza esclusa dalla tabella delle droghe e legalmente commerciabile. Grazie all'emendamento sono stati salvati circa 2mila posti di lavoro.

Inoltre, riporta sempre il giornale torinese, il via libera, che partirà dal primo gennaio 2020, comporta anche un gettito per lo Stato del valore di 500 milioni all'anno visto che, come recita l'emendamento, "l'intera pianta di canapa o sue parti, è sottoposta a imposta di fabbricazione applicando al prezzo di vendita le aliquote percentuali in misura pari a euro 12 per mille chilogrammi, per ogni punto percentuale di cannabidiolo (CBD) presente nella biomassa".

L'accordo è stato raggiunto dall' intera maggioranza, con la firma da parte di un altro senatore del Movimento 5 Stelle, Francesco Mollame, di Loredana De Petris e Paola Nugnes (LeU) e di Monica Cirinnà e Daniela Sbrollini (Pd).

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